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"Santa Teresa illumini i nuovi amministratori di Udine"

La preghiera dell'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, alla celebrazione del Voto Cittadino che si è tenuta nella basilica delle Grazie.

"Santa Teresa illumini i nuovi amministratori di Udine"

Nell'omelia della  messa nel Santuario udinese delle Grazie, per il voto cittadino - istituito nel 1555 per debellare la peste, ripetute più volte nei momenti di grandi tragedie e difficoltà della città e divenuto appuntamento annuale che riunisce autorità civili e religiose per un grande omaggio alla madonna delle Grazie e per chiedere la sua protezione sulla città - l'Arcivescovo ha fatto riferimento alla santa, vissuta nella seconda metà dell'800, morta a soli 24 anni nel monastero carmelitano di Lisieux nel 1897, la cui urna è ospitata in questi giorni nella basilica udinese, partendo dal Vangelo in cui Gesù si confronta con i farisei sul dovere di pagare le tasse a Cesare. 

"Quando a 15 anni si chiuse nel monastero carmelitano - ha detto mons. Mazzocato - Santa Teresa non si estraniò dalla società in cui viveva; anzi, entrò nel cuore profondo di quella società  e di tutta l’Europa che si dibatteva nella più grave delle tentazioni: dimenticare Dio e sostituirlo con altri Cesari umani che sarebbero diventati padroni dispotici, come il ‘900 europeo ci ha mostrato”.

“Per noi cristiani – ha proseguito mons. Mazzocato - Santa Teresa di Lisieux è uno straordinario ed attuale esempio. Il primo nostro compito dentro la società di questo tempo è quello di mostrare quello che è il fondamentale equilibrio che regge il bene comune di tutti: a Dio si deve dare quello che è di Dio mentre si collabora con tutti, anche con il governanti di turno, per una buona convivenza sociale. In altre parole, il nostro mondo ha bisogno di credenti che ricordino  che non si possono separare i due fondamentali comandamenti: «Ama Dio con tutto te stesso e ama il prossimo come te stesso». Quando si dimentica o si nega il primo fatichiamo terribilmente a vivere anche il secondo e la società umana paga gravi conseguenze; e i primi a pagarle sono i più deboli.

“L’intercessione e l’esempio di Santa Teresa – ha concluso l’Arcivescovo ravvivi in noi la sua stessa passione a tenere Dio al primo posto anche nella nostra cara città di Udine e questo ci porterà ad essere cittadini onesti e costruttivi che danno il loro tributo al bene comune. Una preghiera particolare la riserviamo a quanti si stanno preparando ad impegnarsi ad amministrare il bene comune della città attraverso le prossime scadenze elettorali. Siano illuminati dalla testimonianza di Santa Tersa e dalle parole di Gesù: a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare”.

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