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Cultura

Il viaggio in mostra a Illegio. Oltre 40 opere da tutta Europa

L’esposizione, intitolata “Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini”, sarà inaugurata domenica 22 maggio, alle 16, alla Casa delle esposizioni. In mostra oltre 40 dipinti su tela e su tavola, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed europee. Cuore della mostra alcuni capolavori che riflettono diverse esperienze di mobilità umana. Di qui l’idea di inserire due profughi, uno afghano e uno pakistano, tra le guide.

C’è chi viaggia per ricercare il diverso, l’esotico, e chi per fuggire da qualcuno o da qualcosa, chi per conoscersi meglio, più a fondo, anche se nel corso del viaggio l’identità che va cercando, inevitabilmente, cambia. Ognuno viaggia per motivi diversi (anche senza spostarsi da casa), ma certo è che siamo tutti in movimento. Poeti e saggisti, filosofi e teologi hanno descritto spesso l’esistenza umana come un viaggio lungo e tormentato, segnato da numerose prove. E il viaggiare è lo stimolante tema della mostra «Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini» nella Casa delle esposizioni di Illegio, il nuovo progetto del Comitato di San Floriano, che, dal 2003, ha realizzato 11 mostre internazionali a Illegio, oltre a 11 mostre in Italia, a Bruxelles e presso la Santa Sede. Un percorso straordinario – caratterizzato da un intreccio tra cultura, fede, promozione sociale e turismo – che negli anni ha condotto nel piccolo borgo incastonato tra i monti della Carnia, di soli 360 abitanti, oltre 250 mila visitatori. La mostra sarà inaugurata domenica 22 maggio al Teatro tenda di Illegio, alle 16. Saranno presenti rav Benedetto Josef Carucci Viterbi, Rabbino e Preside delle Scuole Ebraiche di Roma, mons. Angelo Zanello, presidente del Comitato di San Floriano e don Alessio Geretti, curatore della mostra. L’evento sarà allietato dagli interventi del coro Jacobus Gallus di Trieste. Sarà possibile accedere alla mostra sino alle ore 21.

«Il Comitato di San Floriano presenta quest’anno un tema radicato nel nostro contesto sociale e umano: il viaggio – spiega mons. Angelo Zanello –. Parlare di esuli, deportati, pellegrini, significa anche ripresentare alla memoria il dramma dei nostri avi, di milioni di persone alla ricerca di pane e pace. Accanto alle chiavi di lettura artistiche ce ne sono altre: ad esempio quella delle migrazioni e della mobilità umana, sempre esistite ed ora più che mai attuali». Ed è per questo che tra le 38 giovani guide della mostra (le visite guidate sono offerte sempre a tutti, comprese nel prezzo del biglietto), vi sono un profugo afghano e uno pakistano, che hanno provato sulla propria pelle drammatiche situazioni di fughe e offriranno accanto alle chiavi di lettura delle opere d’arte una testimonianza e uno squarcio di vita vissuta.

Gli oltre 40 dipinti su tela e su tavola, suddivisi in 11 sale e in 5 sezioni tematiche, provenienti da 30 collezioni pubbliche e private italiane ed europee, rivelano un percorso suggestivo e raffinato per la rarità delle iconografie e per la profondità e l’attualità dei temi. Le opere, realizzate in un arco temporale di 500 anni (le più antiche, come la tempera su tavola di Mariotto di Nardo con le «Storie di San Nicola», risalgono al primo ventennio del Quattrocento; la più recente, «La Barca di Caronte» di Jose Benlliure y Gil, è datata 1919), riconducono a quattro fonti principali – la letteratura mitologica greca e latina, la Sacra Scrittura, la letteratura cristiana medievale, la Divina Commedia – e immergono il visitatore in percorsi, cammini, naufragi tormentati e ricerche avventurose, esodi e fughe. «Credere vuol dire mettersi in cammino e un’opera d’arte è essa stessa un viaggio spirituale – spiega il curatore della mostra, don Alessio Geretti –, un pellegrinaggio interiore reso possibile dal contatto con un frammento bello del mondo».

Tra i capolavori in mostra, che riflettono le diverse esperienze di mobilità umana, ci sono «La Sacra Famiglia in fuga su una barca» (che viaggia sulle rotte dei profughi di oggi) del fiammingo Jacob Jordaens, del 1652, e la grandiosa «Adorazione dei Magi» proveniente dagli Uffizi, opera di Sandro Botticelli, del 1500 circa, tra le sue ultime opere, sulla quale si danno convegno i cercatori di Dio del mondo intero. Pellegrini sono raffigurati nella raffinata predella di Lorenzo Monaco, «San Nicola di Bari salva i naviganti», del 1415 circa, e nel dipinto del 1859 di Ferdinand Waldmüller, «Il malore del pellegrino».

Previsti anche laboratori per bambini e ragazzi a partire dai 4 anni, ogni sabato pomeriggio alle 16 e prenotabili con e-mail. Durante i cinque mesi di apertura della mostra, saranno coinvolte anche alcune persone del Centro di Salute mentale di Tolmezzo, che stanno completando il loro cammino di uscita da un momento di fragilità.

La mostra di Illegio sarà visitabile fino a domenica 9 ottobre dal martedì al sabato dalle 10 alle 19; la domenica dalle 9.30 alle 19.30; lunedì solo gruppi su prenotazione. Aperture straordinarie tutti i lunedì di agosto. Informazioni e prenotazioni allo 0433/44445.

Partner istituzionali che sostengono in molte forme la mostra del Comitato sono il Ministero per i Beni e le Attività culturali e il turismo, la Regione Friuli-Venezia Giulia, Promoturismo Fvg, la Fondazione Crup e il Comune di Tolmezzo.

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