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ultimo aggiornamento:
Mercoledi 22 Febbraio 2012
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CHIESA
Due conversioni per la Quaresima   versione testuale
Le ha chieste mons. Mazzocato nella Messa delle Ceneri
UDINE (22 febbraio ore 19) - La «Quaresima di quest’anno sia un tempo in cui tante famiglie, le nostre parrocchie e tutta la Chiesa di Udine aumentano iniziative di solidarietà delicata e costante verso sorelle e fratelli in difficoltà. Già si sta facendo molto; possiamo, però, condividere ancora di più con un’elemosina che parte dal cuore purificato dal digiuno e dalla preghiera». Questo il messaggio centrale dell’omelia dell’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato nella liturgia che, nella serata di mercoledì 22 febbraio in Cattedrale, ha dato inizio con l’imposizione delle Ceneri all’intenso periodo spirituale che conduce alla Settimana Santa e alla Pasqua.
 
L’imposizione sul capo di un pizzico di cenere benedetta ricorda che «davanti a Dio ogni uomo, dal più povero al più potente, è solo un po’ di polvere che tornerà alla terra – ha evidenziato mons. Mazzocato –. Questi segni hanno valore se non restano gesti esteriori ma esprimiamo atteggiamenti sinceri del cuore e della mente». E il profeta Giole, nella prima lettura del Mercoledì delle Ceneri, ammonisce: «Laceratevi il cuore e non le vesti». «È la nostra mente che, di tanto in tanto, ha bisogno di fare ordine e valutare se stiamo seguendo ciò che veramente vale nella vita – ha commentato il presule –. È il nostro cuore che ha necessità di confessare a cosa è attaccato per purificare desideri e affetti inquinati dal peccato. La Quaresima è tempo favorevole per un rigenerante esame di coscienza da fare davanti a Dio e davanti ai fratelli e qualche scelta onesta di conversione».
 
La Quaresima inizia mentre perdura una situazione economica e sociale preoccupante e veramente pesante da sopportare per non poche famiglie e persone. Anche da essa ci giunge lo stimolo per un esame di coscienza sulla nostra persona e sulle abitudini di vita. «La crisi non viene certamente dalla volontà di Dio – ha evidenziato l’Arcivescovo – ma da scelte degli uomini contaminate dal peccato. Essa, però, può aiutarci a riconoscere una necessaria correzione di rotta». In particolare si rendono necessarie due importanti conversioni.La prima può portare «dall’idolatria delle cose all’adorazione di Dio che si è donato a noi in Gesù crocifisso e risorto. Ci aiutano a fare questo passo i due impegni quaresimali del digiuno e della preghiera. Il digiuno libera dal bisogno di possedere e consumare cose e divertimenti per sentirsi felici e appagati. C’è il digiuno dal cibo consumato esageratamente, c’è il digiuno del silenzio da parole e suoni, c’è il digiuno del raccoglimento distaccando gli occhi da immagini e scritti. Nel silenzio e nel raccoglimento può rinascere nel nostro cuore la preghiera: "Prega il Padre tuo nel segreto". Può riaprirsi il dialogo personale e misterioso tra noi e Dio che inizia ascoltando la sua Parola che si chiama Gesù».

La seconda conversione «è dall’individualismo alla solidarietà fraterna – ha evidenziato mons. Mazzocato –. Ce la ricorda l’impegno quaresimale dell’elemosina, cioè, della condivisione dei nostri beni con chi è più povero di noi. In questo tempo stanno aumentando le persone e le famiglie che si trovano in situazione di ristrettezza economica – se non di povertà – che non avevano mai conosciuto. Sono vicini di casa, amici, conoscenti i quali vivono con comprensibile vergogna le difficoltà piombare loro addosso. La vergogna crea una pericolosa solitudine che in alcuni casi, purtroppo, porta anche a gesti estremi di violenza contro la propria vita. Quanto è importante che questa solitudine, che oscura la speranza, sia illuminata da volti e mani amiche che si fanno vicine e portano un dono materiale da condividere e una parola che riscalda il cuore!».
Di qui l’appello finale dell’Arcivescovo: «Stringendoci le mani attraverseremo anche i tempi più difficili e ne usciremo profondamente migliorati; magari un po’ più poveri di cose o di soldi ma più ricchi di umanità e di fraternità».