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L'Arcivescovo nell'omelia del Corpus Domini

"Senza Messa domenicale l'anima si ammala"

“Preoccupa il calo, che registriamo in questi anni, di frequenza alla S. Messa domenicale. Sono convinto che questa è una delle cause dell’intiepidimento della fede, della debolezza dei legami familiari, del calo di nascite di nuovi figli, di una certa flessione nel campo del volontariato”. Di qui l’invito a riscoprire il valore dell’eucarestia come “indispensabile Pane del cammino”. Così l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato nell’omelia della Santa Messa per la festa del Corpus Domini, celebrata in Cattedrale questa sera, prima della tradizionale processione per le vie del centro cittadino.

"Senza Messa domenicale l'anima si ammala"

Nell'omelia per la Messa del Corpus Domini, mons. Mazzocato ha ricordato che sul corpo di Gesù non hanno vinto il male e la morte, “ma la Vita e l’Amore e Gesù è risorto da morte col suo corpo e ha voluto rimanere con noi tutti i giorni continuando a donarci, come annunciò ai giudei increduli, la sua carne e il suo sangue con il suo Amore, il suo Spirito Santo, la sua Vita di Figlio del Padre. È il dono dell’eucaristia che oggi, in modo particolare, celebriamo e adoriamo”.

Un dono che consente all’uomo di guarire i mali causati dai “vizi che ci comandano e ci spingono a fare cattivo uso del nostro corpo. Credo non serva neppure fare esempi. L’ira nasce nell’anima e passa nel corpo con parole e gesti di aggressione verso un’altra persona. La lussuria è un bisogno interiore che ammala il corpo. La pigrizia o accidia è una specie di stanchezza interiore che poi appesantisce il corpo e fa venir meno agli impegni. Il nostro corpo, quindi, è malato a causa dei vizi che ci spingono a usare male di esso e le conseguenze negative si riflettono sulle persone che hanno rapporti con noi”.

Ecco allora che “oggi ogni cristiano ha particolarmente bisogno di partecipare alla S. Messa e di fare la comunione con Gesù mangiando il suo Corpo perché vive dentro un mondo difficile per coloro che desiderano seguire con fedeltà il vangelo. È continuamente presente la tentazione di seguire modi di pensare e di fare che si sono allontanati molto da ciò che Gesù richiede a chi vuol essere suo discepolo. L’anima può progressivamente e silenziosamente ammalarsi e perdere la delicatezza dell’amore vero, del rispetto dell’altro, della fedeltà verso coloro con cui ci si è impegnati con promesse, del gusto per le esperienze spirituali e per la preghiera. Di conseguenza può ammalarsi il corpo perché lo si usa solo per soddisfare piaceri egoistici suggeriti dai vizi capitali”.

“L’eucaristia – ha proseguito l’Arcivescovo - è più che mai l’indispensabile Pane del cammino se non vogliamo venir meno lungo la strada; venir meno alla fede, alla fedeltà alla parola di Gesù, al dono di se stessi fatto nella vocazione al matrimonio o alla vita consacrata, all’impegno per servire con onestà e dedizione nella professione, nella politica, nel volontariato”.

Per questo, mons. Mazzocato ha affermato che “preoccupa il calo, che registriamo in questi anni, di frequenza alla S. Messa domenicale. Sono convinto che questa è una delle cause dell’intiepidimento della fede, della debolezza dei legami familiari, del calo di nascite di nuovi figli, di una certa flessione nel campo del volontariato”.

“Senza la comunione con Gesù nell’eucarestia – ha concluso l’Arcivescovo - non può restare vivo il rapporto di fede e di amore con lui e il nostro cuore e il nostro corpo non trovano più la forza di donarsi senza cedimenti”.

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