La Vita Cattolica - Settimanale del Friuli
stampa

Proteste Green Pass, prevale il buonsenso

Da Udine a Trieste manifestazioni pacifiche e nessun blocco all’attività del porto

Proteste Green Pass, prevale il buonsenso

"Il timore era quello di una giornata contraddistinta da grande tensione, in realtà c'è stato un esercizio di democrazia, seppur robusta in alcuni siti, penso al Porto di Trieste, ma mi sembra che il buonsenso stia prevalendo": lo ha affermato il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti commentando l'evolversi della situazione a poche ore dall'entrata in vigore dell'obbligatorietà del Green Pass per poter accedere ai posti di lavoro. "Nelle nostre aziende - ha spiegato - non ci sono stati problemi particolari, neanche in quelle a maggior dimensione, penso a Fincantieri, Electrolux o Wärtsilä, che non hanno risentito più di tanto di questa situazione".   

La protesta a Udine

Una manifestazione di protesta contro il Green pass si è svolta a Udine con un corteo snodatosi per le vie del centro, al quale secondo gli organizzatori hanno partecipato oltre 2000 persone, 1.600 secondo la Questura.    Diversi gli striscioni esposti dai manifestanti con su scritto "Vaccinati e non vaccinati insieme per la libertà", "Il Green pass danneggia tutti", "Siamo la variante umana". Il corteo ha sfilato in modo ordinato, senza causare disordini, ma è stato contestato da alcuni passanti e dai residenti.    La manifestazione ha causato alcuni disagi al traffico. Tra i partecipanti, anche esponenti degli autoferrotranvieri e gruppi di studenti e personale universitario contro il Green pass. Alla protesta hanno aderito anche lavoratori che stamattina avevano allestito picchetti davanti ad alcune aziende friulane, come la Danieli di Buttrio (Udine) e la Fantoni di Osoppo (Udine), al Comando dei Vigili del Fuoco e al deposito degli autobus Arriva a Sud di Udine.    Il corteo si è formato ed è partito da piazzale Chiavris (Udine Nord) per poi giungere in piazza I maggio e attraversare il centro fino a piazza Libertà dove sono iniziati gli interventi degli organizzatori.

A Trieste

Alla fine il temuto blocco del porto di Trieste non c'è stato. La manifestazione sì. Una protesta contro il lasciapassare verde che probabilmente ha tenuto conto delle parole del prefetto, Valerio Valenti, che ieri non aveva usato mezzi termini: "è una manifestazione non autorizzata e chi sciopera fa reato". Lo sciopero o manifestazione, che dir si voglia, è scattato a mezzanotte, alle sei, l'ora fissata per il raggruppamento, c'erano già centinaia di persone; alle 8 sono diventate un migliaio e poi in progressione cinquemila e più. Il picco è durato poco, dopo la breve conferenza stampa del leader della protesta, Stefano Puzzer - occhi azzurri e tuta gialla - alle 14, molti partecipanti sono andati via. Una folla eterogenea e festosa, che ha dato alla protesta un abito inedito e inatteso: chi si attendeva ruvidi operai dai toni combattivi si è trovato di fronte una cassa acustica che diffondeva prevalentemente ritmi latini, gente che ballava e una piccola postazione dalla quale senza sosta (e gratuitamente, con offerte volontarie) venivano distribuite pizze, panini, dolci e birra. Qualcosa più simile ai cortei liceali animati da convinzioni granitiche che a una battaglia "a difesa della Costituzione", come ha sottolineato Puzzer, mostrandone una copia. Vale a dire "diritto al lavoro" e "libertà di scelta". Pochi i portuali, appunto, ma fermi e in grado di gestire la sicurezza: quando, cantando o scandendo slogan sono giunte ai cancelli passando tra due ali di folla varie delegazioni di centri sociali o movimenti di destra, gli omoni hanno loro fatto segno di tornare indietro: "In Porto non si entra". Soltanto nei confronti di una troupe della Rai l'aggressività (verbale) dei manifestanti è stata eccessiva e al grido di "Venduti", e "Andate via", è stata costretta a smontare cavalletto e attrezzatura e ad andarsene. Puzzer, dal canto suo, già in mattinata aveva precisato che "chi voleva entrare per andare a lavorare" poteva farlo, e difatti tranne uno o due episodi, l'accesso è stato garantito a tutti i dipendenti. Nel breve incontro con i giornalisti ha detto che "il Green pass non è una misura sanitaria ma un ricatto per costringere le persone a vaccinarsi" ed ha ammesso che "si va avanti a oltranza". Ma bisognerà attendere domani per vedere se davvero la protesta "terrà" per altri quattro giorni. Una spada di Damocle pende sul capo di Puzzer e compagni: le dimissioni di D'Agostino già sul tavolo: "Se lo faccio è colpa loro", ha tuonato ieri il presidente dell'Autorità. Senza contare i possibili sviluppi giudiziari e un consenso decrescente tra la popolazione. Chi aveva preventivato decine di migliaia di persone ha dovuto ricredersi. Anche in considerazione che tanti sono arrivati dal Veneto e dalla Lombardia: stasera risaliranno sugli autobus e torneranno a casa. Intanto, in Porto non c'è stata interruzione, l'attività ha soltanto subito qualche rallentamento.

Proteste Green Pass, prevale il buonsenso
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento