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Addio a D'Aronco, padre dell'autonomismo friulano

“Oggi se n’è andato un gigante del nostro Friuli. Rimane però la sua eredità fatta di grandi battaglie, come l’idea di istituire una Regione friulana sulla base della nostra unicità storica, culturale e linguistica, e di una produzione intellettuale che ancora oggi serve da vera e propria bussola per chiunque, in qualunque regione d’Europa, sia impegnato nella difficile sfida dell’autonomismo”. Così il Sindaco di Udine, Pietro Fontanini, alla notizia della scomparsa di Gianfranco D’Aronco

Addio a D'Aronco, padre dell'autonomismo friulano

“Oggi se n’è andato un gigante del nostro Friuli: Gianfranco D’Aronco. Rimane però la sua eredità fatta di grandi battaglie, come l’idea di istituire una Regione friulana sulla base della nostra unicità storica, culturale e linguistica, e di una produzione intellettuale che ancora oggi serve da vera e propria bussola per chiunque, in qualunque regione d’Europa, sia impegnato nella difficile sfida dell’autonomismo”. Lo dichiara il Sindaco di Udine, Pietro Fontanini, alla notizia della scomparsa di Gianfranco D’Aronco.

“Riuscire a fare tesoro dei suoi insegnamenti credo sia il modo migliore per ringraziarlo, di certo il modo che lui avrebbe apprezzato di più. Ed è con profonda tristezza ma allo stesso tempo con la certezza che come friulani, grazie al suo lavoro e al suo amore per la nostra terra, siamo più forti, che voglio esprimere al figlio Antonio le più sincere condoglianze da parte mia e di tutti i friulani”, conclude Fontanini.

Politico e filologo italiano, Gianfranco D'Aronco (Udine, 19 ottobre 1920) è stato un intellettuale votato fin dalla gioventù alla causa dell'autonomismo friulano. Entra nella Società filologica friulana, dove incontra Tiziano Tessitori. Con lui già nel 1945 fa parte dell'"Associazione per l'autonomia friulana" e il 19 gennaio 1947 fonda, assieme ad altri intellettuali friulani come Pasolini e Chino Ermacora, il "Movimento popolare friulano per l'autonomia regionale". Nel 1950 entra nella Democrazia Cristiana, mentre il rapporto col partito autonomista Movimento Friuli, nato nel 1966, non sarà lineare.
Partecipa alla lunga querelle della costituzione della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, che vede contrapposte le istanze dell'autonomismo friulano e triestino.
Parallelamente intraprende la carriera dell'insegnamento universitario, prima alla Cattolica di Milano, poi a Padova e infine a Trieste, dove assume la cattedra ordinaria di storia delle tradizioni popolari e di filologia romanza.
Nel 1983 pubblica in tre volumi "Friuli regione mai nata : venti anni di lotte per l'autonomia, 1945-1964". Da pensionato ritorna alla politica attiva: accetta l'invito ad assumere la presidenza onoraria della Lega Nord Friuli fattogli da Pietro Fontanini negli anni novanta e negli anni duemila si avvicina a Sergio Cecotti. Ancora nel 2005 è presidente del neo-costituito "Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli".

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