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Centrale unica del 118, Forza Italia all'attacco per i ritardi

Annunciata per l'autunno 2016, la centrale unica di Palmanova non c'è ancora: "Problemi di comunicazione radio", denuncia Forza Italia

Centrale unica del 118, Forza Italia all'attacco per i ritardi

“La presidente Serracchiani e la sua giunta continuano a raccontarci la moltiplicazione dei pani e dei pesci, e promettere mari e monti in tutti settori, peccato che poi venga tutto regolarmente disatteso. Ed a pagarne le conseguenze sono i cittadini”. E’ quanto affermato dalla coordinatrice regionale di Forza Italia, on. Sandra Savino, e dai consiglieri regionali Riccardo Riccardi, Rodolfo Ziberna e Roberto Novelli questa mattina nel corso di una conferenza stampa.

Riccardo Riccardi: "Centrale unica del 118, chi l'ha vista?"

“Nella conferenza stampa di fine della presidente Serracchiani abbiamo sentito tante belle parole, che, però, com’è ormai abitudine di questa giunta, non corrispondono a verità. Anche perché il Friuli-Venezia Giulia non è più tra le eccellenze italiane in molti settori, in primis in quello della sanità, dove, ormai, siamo arrivati al punto, che un utente ha dovuto chiamare la Polizia per poter prenotare una visita specialistica per un tumore, senza contare tutti gli operatori che sono in un tale stato di insofferenza che arrivano ad andarsene. Ma facciamo un esempio concreto dell’annuncite che riguarda la Centrale Unica del 118: nel 2013 si annuncia la Centrale Unica di Palmanova, nel gennaio 2014 si parla di un taglio dei tempi per la sua realizzazione, per poi arrivare al gennaio del 2016 quando si prospettava un’apertura per l’autunno. Siamo a fine anno e ancora non si è visto niente. Non si può governare in questo modo, giocando con la salute della gente, ma ci vuole senso di responsabilità”.

Roberto Novelli: "Non funzionano gli ospedali hub and spoke"

“Se dovessimo dare un titolo alla riforma sanitaria regionale, sarebbe La Storia Infinita, un romanzo che, però, in questo caso finisce male. Per elencare soltanto alcuni dei fallimenti: non funziona il sistema dell’hub and spoke, ovvero fare 2 ospedali in 1 (Latisana e Palmanova per fare un esempio), la dislocazione delle ambulanze sul territorio è insufficiente, per non parlare della Centrale Unica del 118 che si trova nella situazione paradossale in cui sembra che i sistemi radio non comunichino tra loro, mancano più di venti infermieri che devono ancora essere formati, senza contare che si allungheranno i tempi di attesa, perché non tutti gli infermieri hanno la conoscenza completa del territorio. Insomma una riforma che sulla carta e dagli annunci sembrava la migliore del mondo, ma, in realtà, è un fallimento continuo”.

Rodolfo Ziberna: "Meno ospedale ma il territorio non cresce"

“Quando la giunta Serracchiani ha parlato di una riforma che si proponeva di spostare la sanità dall’ospedale al territorio, noi tutti abbiamo pensato che l’utente stesse a casa, mentre siamo al punto che gli ospedali sono al collasso e chi viene dimesso, poi a casa non ha niente. Siamo sempre in mezzo al guado con molti proclami ed il prodotto finale che manca. Il cittadino non può più essere preso in giro, se si fa una promessa bisogna mantenerla e, soprattutto, bisogna applicare le leggi, come, ad esempio, la legge regionale 7/2009 che prevede tempi ragionevoli per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e, qualora questi sono eccessivi, dà il diritto di accedere alle visite specialistiche, diagnostiche, di laboratorio e chirurgiche presso le strutture private, mantenendo in carico all’utente il solo costo del ticket”.

Sandra Savino: "Meno posti letto ma più convenzioni coi privati"

“Dagli annunci del 118 alle inaugurazioni in pompa magna dei CAP dell'ospedale Maggiore che al momento però sono chiusi, senza medici e infermieri. La tanta innovazione di Serracchiani si conclude agli annunci, auspico che dopo l'illuminazione sulla via di Monfalcone sul tema migranti la presidente si ravveda anche su un sistema che è stato messo in ginocchio. Registro che si tagliano 100 posti letto poi però vengono fatte le convenzioni con le case di cura, non c'è una logica in tutto questo. Sarebbe opportuno che la presidente di fermasse un attimo a riflettere su come intervenire per ridare ai cittadini dei servizi”.

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