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"Mancano 500 docenti per sdoppiare le classi a settembre"

L'allarme dell'assessore regionale Rosolen nel corso dell'audizione in Commissione con la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale. 900 i docenti di sostegno mancanti e 300 le unità di personale Ata. "Amarezza per l'impossibilità di un confronto con il ministro Azzolina"

"Mancano 500 docenti per sdoppiare le classi a settembre"

"La riapertura delle scuole a settembre è una priorità assoluta sulla quale nessuno può pensare di fare nemmeno un mezzo passo indietro e su questo obiettivo la Regione e l'Ufficio scolastico regionale stanno profondendo il massimo impegno, ma c'è amarezza per l'impossibilità, ravvisata in seno alla stessa Conferenza delle Regioni, di un confronto con il ministro Azzolina per le molte incognite e i problemi aperti".

E' la riflessione condotta dall'assessore regionale all'Istruzione Alessia Rosolen in sede di VI Commissione del Consiglio regionale, dove è intervenuta all'audizione del direttore dell'Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame.

"In questa regione - ha ricordato - mancano 900 docenti di sostegno e, per consentire lo sdoppiamento delle classi, 500 insegnanti e 300 unità di personale Ata. A fronte di questi numeri, per la Regione sarà impossibile supplire al fabbisogno di risorse". Mentre prosegue il monitoraggio completo da parte dell'Ufficio scolastico regionale su tutti i temi dell'istruzione - personale, edifici e spazi, trasporti per gli studenti, - l'assessore ha annunciato che la prossima settimana si terranno nuove riunioni con i Comuni e dirigenti scolastici. Nel frattempo tutte le scuole del Friuli Venezia Giulia hanno ricevuto un manuale operativo per la gestione sull'emergenza sanitaria in vista della riapertura degli istituti.

Un'ulteriore preoccupazione è stata manifestata da Rosolen sul tema degli Its, gli Istituti tecnici superiori, "sul quale nessun sottosegretario ha la delega e rispetto al quale non esiste alcuna indicazione normativa nazionale sulla quale potersi regolare".

Nel corso della sua esposizione, il direttore dell'Usr, Beltrame, ha evidenziato "l'assenza di tagli al personale docente da parte del Ministero. Rimane perciò confermato il contingente dello scorso anno, nonostante un calo complessivo di 1.570 alunni: 743 sono stati persi dalla scuola per l'infanzia e 1.105 dalle scuole primarie, mentre quelle di primo e secondo grado vanno in controtendenza, rispettivamente con 39 e 239 presenze in più".

 

Nell'ambito della scuola per l'infanzia risultano 13.417 bambini e un miglioramento del rapporto medio di utenti per sezione (19,7 di media, contro i 19,72 dello scorso anno), nonostante la riduzione delle sezioni. Per quanto riguarda la scuola primaria, la popolazione scolastica è diventata di 44.291 alunni (era di

45.396 nel 2019) con rapporto alunni-classe che da 18,25 scende a 17,98. I posti di sostegno sono aumentati di 38 unità con 35 in più di potenziamento. In relazione alla scuola secondaria di Primo grado, la media per classi (aumentate di 12 unità) scende da 17,5 a 17, mentre quella di Secondo grado vede un incremento di 17 classi con una media studenti da 20,24 a 20,20.

 

"L'organico del personale docente - ha dettagliato Beltrame - prevede 11.968 insegnanti di ogni ordine e grado con nuova distribuzione interna, mentre il personale Ata rimane a quota

4.064 con diritto per qualsiasi sede di avere almeno due collaboratori scolastici". In vista del rientro, inoltre, è stato costituito il Tavolo di lavoro regionale "che coinvolge personale dirigente dell'Usr, i tre assessori regionali competenti, il presidente del Consiglio delle Autonomie locali, rappresentanti di Protezione civile, Croce rossa italiana, associazioni dei disabili, studenti e genitori, nonché delle scuole paritarie e di tutti i sindacati. Molteplici i nostri monitoraggi degli spazi, mentre il verbale inviato dal Comitato tecnico-scientifico ha definito le necessità di distanziamento per garantire la sicurezza di un metro dalle linee boccali. Permane, infine, l'obbligo di indossare le mascherine nelle aree comuni con distanze impossibili da regolare".

 

Sul piano finanziario, invece, le scuole regionali hanno ricevuto "fondi statali da 1.586.000 euro per la didattica a distanza,

1.305.000 dei quali utilizzato per l'acquisto di dispositivi di connessione da concedere in comodato d'uso alle famiglie richiedenti. Dalla Regione Fvg - ha ricordato ancora Beltrame - è arrivato un ulteriore milione. Inoltre, 93mila euro ministeriali sono stati utilizzati per fornire 18 assistenti tecnici alle scuole del primo ciclo, mentre i fondi Pon hanno garantito ulteriori 1.350.000 euro. Per l'acquisto di materiali per la sanificazione, la pulizia, i dispositivi di protezione individuale, le strumentazioni e i banchi singoli sono stati utilizzati 6.281.000 euro".

 

Il dibattito è stato aperto dall'intervento del consigliere Elia Miani (Lega) che ha suggerito "particolare attenzione alle esigenze del convitto nazionale Paolo Diacono di Cividale e dell'Isis Arturo Malignani di San Giovanni al Natisone".

 

Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha invece auspicato di ricevere "i dati numerici completi, comprensivi dello storico degli ultimi anni, legati alla composizione numerica delle classi". Inoltre, il consigliere ha chiesto se esiste una specifica linea di azione da seguire, qualora si dovesse appurare un caso positivo all'interno di un istituto.

 

Il leghista Stefano Turchet ha espresso la sua preoccupazione riguardo "linee guida condivisibili, ma difficilmente rispettabili sul piano pratico. Soprattutto nell'ambito della scuola dell'infanzia e di quelle primarie. Ci sono spazi dove nessuno può garantire il rispetto della distanza e, prima dell'inizio dell'anno, consiglio i dirigenti di rivolgersi a Prefetto e Procura della Repubblica anticipando tali difficoltà.

Il rischio di facili denunce, infatti, è molto alto".

 

Anche il collega di partito Mauro Bordin ha condiviso il tema, allargandolo "alla carenza del personale di sostegno per il quale è necessario chiedere un intervento ministeriale e governativo per supportare chi vive situazioni di difficoltà. Vorrei anche capire - ha aggiunto - il motivo dell'assenza dell'insegnamento del tedesco in molte scuole attigue a località turistiche importanti".

 

Sul fronte Partito democratico, la consigliera Chiara Da Giau ha rivolto la sua attenzione "all'accorpamento tra classi e al rischio della riduzione dei servizi e degli orari dovuto alla modifica degli spazi legata anche agli sdoppiamenti". Il collega dem Cristiano Shaurli ha invece commentato che "in una situazione così straordinaria sarebbe meglio evitare la chiusura di intere sezioni", auspicando di sapere "in quale modo noi consiglieri possiamo attivarci per aiutare a risolvere le principali necessità". Al dibattito hanno contribuito anche Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia) e lo stesso presidente Sibau.

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