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Solitudine, in Fvg 5.500 richieste di aiuto

 Nel 2017 5.473 chiamate di aiuto dal Fvg a Telefono Amico. A Udine un biennio di eventi (2018-2020), riflessioni, approfondimenti sul tema organizzato da Artess e Ifotes

Solitudine, in Fvg 5.500 richieste di aiuto

I numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni: 8,5 milioni di italiani vivono da soli, in media 1 persona su 5 con più di 18 anni non ha nessuno su cui contare in caso di bisogno (1 su 4 oltre i 75 anni), tra il 50 e l’80% di chi è solo, a seconda della fascia d’età, si dichiara profondamente insoddisfatto della propria vita. In un mondo ‘iper-connesso’ tutto questo può risultare paradossale, in realtà la solitudine, ormai, è una vera e propria ‘piaga sociale’ che, se non gestita consapevolmente, può trasformarsi in isolamento, apparentemente senza via d’uscita, e può portare a depressione, suicidio, violenza.
A Udine esiste un Centro Telefono Amico Italia, che impegna 14 volontari e che nel corso del 2017 ha registrato 2.030 contatti diretti, per la gran parte dovuti a depressione e disagio psichico. Nel primo caso sono state soprattutto persone tra i 56 e i 65 anni a chiamare (44,44%), nel secondo quelle tra i 36 e i 45 anni (26,67%). Per quanto concerne la depressione, è significativo anche il dato relativo alla fascia d’età tra i 15 e i 18 anni (22,22%) e tra i 36 e i 45 anni (22,2%). Per il disagio sociale, quelle tra i 46 e i 55 anni (26,67%) e tra i 19 e i 25 anni (20%).
Complessivamente, la rete di Telefono Amico Italia (presente in tutto il Paese), nel 2017, ha ricevuto, dal Friuli Venezia Giulia, 5.473 chiamate, 4.870 delle quali provenienti dalla provincia di Udine, con prefisso 0432 per un totale di 404 ore totali di telefonate (questi ultimi dati si riferiscono a persone che chiamano dal Fvg ma ricevono risposte da volontari che si trovano fuori dalla regione, in uno dei 20 centri di Telefono Amico Italia).
L’utente tipo del Fvg è un uomo, con un’età compresa tra i 56 e i 65 anni, che per il 33% dei casi è affetto da solitudine. Molti di coloro che chiamano lo fanno semplicemente per commentare i fatti di cronaca, non avendo parenti o amici con cui confrontarsi. 
 
La solitudine è un tema su cui le associazioni Artess e Ifotes, con il sostegno di Comune e Regione, vogliono accendere i riflettori, facendo diventare Udine città di riferimento contro la solitudine. Per farlo hanno lanciato un biennio di eventi (2018-2020), riflessioni, approfondimenti dal titolo ‘Solitudini e no. Insieme per il benessere emozionale e sociale’, che culminerà, nel luglio 2019, con il convegno internazionale ‘Leaving loneliness – Building relationships’ ospitato proprio nel capoluogo friulano (sono attesi oltre 900 persone da tutto il mondo).
L’iniziativa è stata presentata nella Casa della Contadinanza, a Udine, dalla presidente di Ifotes (International Federation of Telephone Emergency Services) Tina Duvivier, dalla direttrice Diana Rucli, dalla coordinatrice del progetto O.M.S. ‘Città Sane’ Stefania Pascut, dal professor Franco Fabbro, ordinario di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Udine e referente del Comitato Scientifico del congresso internazionale ‘Uscire dalla solitudine-costruire relazioni’, dal presidente di Telefono Amico Italia Monica Petra, l’assessore comunale Giovanni Barillari e da Viktor Staudt, autore di libri e testimonial, sopravvissuto a un tentativo di suicidio.

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