La Vita Cattolica - Settimanale del Friuli
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Un nuovo sacerdote per la Chiesa friulana

Chiesa udinese in festa per un nuovo sacerdote. Don Simone Baldo, 27 anni, di Codroipo, è stato ordinato domenica 5 aprile, solennità delle Palme, nel duomo di Codroipo. La notizia è stata tenuta riservata fino alla serata di ieri, quando l’annuncio è stato dato sul sito della parrocchia codroipese. “L’aggravarsi delle condizioni di salute della mamma di Simone hanno motivato la scelta di anticipare la data dell’ordinazione, fissata per fine giugno – si specifica –. Il rito è stato celebrato senza pubblicazione, in forma strettamente riservata”.

Un nuovo sacerdote per la Chiesa friulana

Chiesa udinese in festa per un nuovo sacerdote. Don Simone Baldo, 27 anni, di Codroipo, è stato ordinato domenica 5 aprile, solennità delle Palme, nel duomo di Codroipo. La notizia è stata tenuta riservata fino alla serata di ieri, quando l’annuncio è stato dato sul sito della parrocchia codroipese. “L’aggravarsi delle condizioni di salute della mamma di Simone hanno motivato la scelta di anticipare la data dell’ordinazione, fissata per fine giugno – si specifica –. Il rito è stato celebrato senza pubblicazione, in forma strettamente riservata, senza partecipazione di popolo, in ottemperanza alle disposizioni sanitarie vigenti ed è stato presieduto dall’Arcivescovo S. E. mons. Andrea Bruno Mazzocato”.

Di seguito il comunicato ufficiale dell’Arcivescovo:
Ho la gioia di annunciare alla nostra Chiesa diocesana che oggi, nel duomo di Codroipo, ho ordinato presbitero il diacono don Simone Baldo. Accogliendo il desiderio di don Simone, ho anticipato l’ordinazione rispetto alla data prevista perché si accentuava la condizione di precarietà della salute della mamma.
La celebrazione è stata un momento di profonda fede e di intensità spirituale pur essendo avvenuta in forma riservata, con pochi partecipanti e secondo le normative ora vigenti.
Invito tutti a ringraziare il Signore Gesù che, mediante l’effusione del suo Spirito, ha donato un nuovo sacerdote alla Chiesa di Udine.
Ci uniamo alla gioia di Simone che vede realizzarsi nella propria vita una grande opera di Dio. Lo accompagniamo con la nostra preghiera perché sia in ogni giorno della sua vita un servo fedele di Cristo e della Chiesa.
Ringraziamo anche i suoi genitori che, con generosità, hanno donato il loro figlio al Signore. Raccomandiamo all’intercessione della Vergine Maria la mamma nella dura prova che sta sostenendo e, con lei, tutta la famiglia.
In questo tempo di travaglio generale a causa del contagio che ci ha colpiti, l’ordinazione di don Simone un segno di speranza pasquale che ci conforta.
Auguro a tutti una Santa Pasqua
Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine
Qui di seguito un pensiero da parte del novello sacerdote, don Simone Baldo
La sera di quello stesso giorno. Sono le prime parole che sono affiorate alla mia mente quando l’Arcivescovo, qualche giorno fa, al telefono mi ha comunicato che aveva accolto la mia richiesta di anticipare l’ordinazione presbiterale a causa dell’aggravarsi del quadro clinico della mia mamma, paziente oncologica da diversi anni. La celebrazione è avvenuta il 5 aprile, domenica delle Palme, nel tardo pomeriggio, in forma estremamente privata e nel pieno rispetto delle vigenti norme sanitarie, nel Duomo di Codroipo a porte chiuse.
La sera di quello stesso giorno. Sono le parole con cui l’evangelista San Giovanni introduce l’apparizione di Gesù risorto ai discepoli riuniti nel cenacolo, la sera di quel primo giorno dopo il sabato, la prima Pasqua cristiana. Quest’anno la Pasqua cade il 12 aprile, ma per me è iniziata già nella domenica precedente. La Pasqua, infatti, si riconosce perché è un giorno pieno di gioia: una gioia strana, come è la gioia cristiana, diversa da quella che dà il mondo. La gioia cristiana è una gioia strana non perché sia menomata o falsa, tutt’altro: è una gioia piena e vera, perché scaturisce da una constatazione che i discepoli realizzano proprio la sera di quello stesso giorno. Colui che era apparso in mezzo a loro era proprio colui che era stato crocifisso: in quel frangente, però, i segni della crocifissione non erano più il certificato della morte di Gesù, ma la prova schiacciante della sua risurrezione. Incredibile: gli stessi segni che prima spaventavano perché attestavano la morte di Gesù, ora erano invece ricercati per legittimare la fede nella sua risurrezione, con la certezza che tale verdetto era irreversibile.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo. Lo Spirito Santo, che la sera del 5 aprile mi ha consacrato sacerdote attraverso il pastore della Chiesa di Udine, ora mi fa guardare in modo diverso ai segni della crocifissione con cui la mia famiglia partecipa alla vittoria di Gesù: è Pasqua! Dalla luce della Pasqua nasce la fede, il senso che guida noi cristiani. Il senso della fede fa’ sì che delle dolorose ferite che portiamo nel nostro corpo riusciamo a percepire non solo l’amarezza, ma anche una sorta di profumo; profumo di crisma, di olio di salvezza, di grazia, di Spirito Santo, di risurrezione. Non è un modo ingenuo o fiabesco di guardare al grande mistero della sofferenza, che mai come oggi ha dimensioni globali: si tratta piuttosto di avere la grazia di poter credere che Gesù è l’unico che conosce le nostre piaghe fino in fondo ed è l’unico che può dirci che in fondo a queste piaghe non c’è l’abisso del nulla o il baratro del non-senso, ma c’è Lui, che è l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre e io sono fiero, alla sera di questo giorno, di annunciarlo con la mia stessa vita che diventa tutt’uno con il mistero dell’Eucaristia che celebrerò ogni giorno, in piena comunione con la Chiesa di Udine, mia sposa. All’Arcivescovo Andrea Bruno, al Seminario, ai parroci delle comunità cristiane che mi hanno cresciuto e alla mia famiglia, da figlio amato quale mi sento, rivolgo tutta la mia gratitudine di presbitero. Nell’attesa di poterci incontrare pubblicamente, appena sarà possibile, alle celebrazioni solenni delle prime Sante Messe, affido tutti, specialmente coloro che soffrono, a Maria Santissima, la strada più dolce per arrivare a Gesù.
Don Simone Baldo, sacerdote

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