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Chiesa

Si celebra la Domenica della Parola

Il 23 gennaio in tutte le parrocchie. Don Romanello: «Occasione per riscoprire la Bibbia»

«Non una volta l’anno, ma una volta per tutto l’anno». La ricorrenza, il 23 gennaio, della Domenica della Parola, sia da stimolo a moltiplicare le occasioni per leggere la Bibbia, meditarla, studiarla, pregarla, per riscoprire l’inesauribile ricchezza che proviene dal dialogo costante di Dio con il suo popolo. Don Stefano Romanello, biblista e docente di Sacra Scrittura (a Udine, alla Facoltà teologica del Triveneto a Padova e dell’Italia settentrionale a Milano), ricorda le parole con cui Papa Francesco istituì questa giornata, nel 2019.

Lontano dalla Parola di Dio, il nostro cuore «resta freddo e gli occhi rimangono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli forme di cecità», affermava il Papa richiamando l’«urgente bisogno di ritrovare «confidenza» con la Sacra Scrittura.

Una celebrazione, dunque, quella di domenica 23 gennaio, «che non si conclude in se stessa – spiega don Romanello – ma che rappresenta un’occasione per una più assidua frequentazione delle Sacre Scritture». 

«Io – attraverso la frequentazione della Scrittura – mi scopro parte della storia che vi è raccontata – prosegue don Romanello –. Io immergo la mia vita in quella storia. E questo si traduce in forza di re-immaginazione diversa della mia vita, che è forza di conversione». 

Suggerimenti per la celebrazione

Sul sito dell’Arcidiocesi, www.diocesiudine.it, sono disponibili i suggerimenti celebrativi per la Giornata della Parola (sia per la Messa che per il Vespro) preparati dall’Ufficio liturgico diocesano e il sussidio predisposto dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. «La Domenica della Parola – si ricorda – può essere l’occasione per valorizzare il ministero dei lettori, servizio particolarmente prezioso e necessario affinché i fedeli maturino nel loro cuore, ascoltando le letture divine, un soave e vivo amore alla sacra Scrittura».

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