Cronaca
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Rom nullatenenti per il fisco ma plurimilionari

Sgominato il racket della lucidatura di arredi sacri

Oltre che con le attività mobiliari e la vendita di auto di lusso, il clan ha incassato 1,7 milioni da parrocchie sparse su tutto il territorio italiano per la lucidatura di oggetti d'oro e d'argento

Sgominato il racket della lucidatura di arredi sacri

Famiglie rom nullatenenti per il fisco, nonostante fossero in possesso di ville, terreni, appartamenti, Ferrari e Lamborghini. Per questo la Guardia di Finanza di Pordenone ha eseguito questa mattina il sequestro di ben 12 ville di pregio, tre terreni edificabili, un appartamento e un locale commerciale per un valore di 2,5 milioni di euro. I beni erano nella disponibilità degli appartenenti a due famiglie di etnia rom residenti tra le province di Pordenone e Venezia. L'operazione è scattata alle prime luci dell'alba quando oltre 60 finanzieri hanno bussato alla porta delle nove ville degli indagati per eseguirne la perquisizione e notificare il decreto di sequestro emesso dal Gip presso il Tribunale di Pordenone. Le attenzioni dei finanzieri si sono concentrate su 33 componenti di due note famiglie rom, imparentate tra loro che - sebbene in massima parte completamente sconosciuti al fisco o, in taluni casi, con risibili redditi dichiarati - risultavano disporre di un patrimonio del tutto sproporzionato. Dalle indagini è emerso che gli indagati svolgevano, con modalità illecite, il commercio delle autovetture di grossa cilindrata - tra cui Ferrari, Lamborghini e Porsche - la costruzione e la vendita di ville di lusso e la lucidatura e doratura degli arredi sacri di proprietà della Chiesa. Tali attività, che negli anni avevano fruttato redditi milionari, erano organizzate in maniera tale da configurare una vera e propria società di fatto che tuttavia non aveva mai presentato le dovute dichiarazioni dei redditi. I ricavi conseguiti in forma associata venivano ripartiti, attraverso un fitto reticolo di conti correnti bancari e postali, tra i componenti i due nuclei famigliari finendo per alimentare l'elevato tenore di vita degli stessi, ancora una volta 'in barba' al fisco. Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria di Pordenone hanno esaminato migliaia di assegni, bonifici e soprattutto movimenti di denaro contante giungendo a ricostruire, nel solo quinquennio 2009-2014, ben 59 operazioni immobiliari per circa 1,8 milioni di euro, oltre 500 compravendite di autovetture, per circa 4 milioni di euro, mentre altri 1,7 milioni di euro sono arrivati al clan dalle attività di lucidatura degli oggetti sacri d'oro e d'argento di proprietà di alcune parrocchie sparse sull'intero territorio nazionale.

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