Cronaca
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Udine. 800 mila euro per una città più inclusiva

L'amministrazione comunale mira a rendere accessibili ai disabili tutti gli edifici pubblici, i marciapiedi e le fermate degli autobus

Udine. 800 mila euro per una città più inclusiva

L’obiettivo è rendere accessibili a tutti gli edifici pubblici, i marciapiedi, le fermate degli autobus e le banchine stradali. Il budget complessivo supera gli 800mila euro, già inseriti a bilancio: più di 600mila euro per abbattere le barriere architettoniche e 200mila euro dedicati a lavori per agevolare la salita e la discesa dai mezzi del trasporto pubblico locale. È il nuovo piano dell’amministrazione comunale di Udine, finalizzato a rendere fruibili gli spazi cittadini a mamme con i passeggini, anziani, ipovedenti e persone con disabilità.

A darne notizia sono gli assessori Loris Michelini e Giulia Manzan, coordinati dal sindaco Pietro Fontanini.

Spiega Michelini: “Una delle priorità di questa amministrazione comunale è il tema dell’accessibilità. Nelle legislature precedenti, sindaci e assessori avevano scritto un affascinante libro dei sogni sul tema, che era stato poi riposto in qualche cassetto polveroso. Quel volume è stato ripreso in mano da questa giunta, che ha iniziato a lavorare sul piano seguendo 4 direttrici: la prima riguarda la realizzazione di nuovi marciapiedi e la manutenzione degli esistenti, da portare a compimento secondo una logica di azzeramento di impedimenti per chi presenti difficoltà di deambulazione. Il secondo filone è legato alle fermate degli autobus: ricordo le opere di adeguamento delle fermate del tpl eseguite o in fase di esecuzione da viale Palmanova al terminal studenti, da via Gino Pieri a via Alessandria, da piazza Giovanni XXIII a via Forni di Sotto, da via Cividale a viale XXV Aprile. La terza modalità di intervento riguarda le banchine stradali, con la messa in sicurezza di zone delle città nei pressi delle scuole e dell’ospedale, con l’abbassamento del cordolo stradale e interventi per eliminare scalini o altri ostacoli per chi deve accedere alle strutture. Infine, ci sono i lavori agli edifici pubblici: ricordo il caso della biblioteca Joppi, con la creazione di un percorso laterale rispetto alle scale, oltre ai lavori per Casa Cavazzini, per i nuovi spazi del Museo di Storia Naturale in via Sabbabini e per il Palamostre. Aggiungo le scuole Alberti, Zorutti e Pascoli, oltre alla Dante e alla palestra dell’istituto Mazzini”.

Ancora Michelini: “Udine era un libro bianco sul fronte dell’accessibilità. Adesso abbiamo scritto molte pagine e molte altre restano ancora da scrivere. Mi preme porre l’accento sul fatto che stiamo lavorando in tutte le zone della città, dal centro alla prima periferia alle frazioni”.

Manzan chiude: “Vogliamo dare attuazione al Peba – Piano di eliminazione delle barriere architettoniche – ovvero il documento programmatorio dal punto di vista della pianificazione territoriale che affronta il tema dell’accessibilità negli edifici pubblici e negli spazi aperti. Si tratta di uno strumento assolutamente necessario e che l’Amministrazione ha mantenuto l’impegno di approvare in tempi rapidi per procedere con interventi strutturali e opere che facciano compiere alla collettività un cambio di passo anche in termini culturali. Lavoriamo per rendere la città di Udine universalmente accessibile 

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