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Codroipo al ballottaggio: ultimi appelli al voto

Marchetti (centrodestra) avanti di poco meno di 10 punti e sostenuto anche dallo sconfitto Ganzit. Ma Soramel (Centrosinistra) non demorde: "Fermiamo la decadenza di Codroipo

Codroipo al ballottaggio: ultimi appelli al voto

Il capoluogo del Medio Friuli arriva all’appuntamento col  ballottaggioi domenica 6 novembre: il primo cittadino uscente, Fabio Marchetti, sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e la civica «Viviamo Codroipo» – forte del 47,42% dei voti ottenuti al primo turno andato in scena domenica 23 ottobre –, sarà in gara con Alberto Soramel, candidato del Partito Democratico e delle liste di centro sinistra «Progetto Codroipo», «Fare comunità» e «Altre prospettive», fermatosi al 37,53% delle preferenze. Fuori dai giochi, si fa per dire,, Graziano Ganzit, sostenuto dalla lista «Codroipo nel cuore», in quanto si è apparentato col sindaco uscente Marchetti.

Soramel: “Fermate la decadenza di Codroipo”

Il quesito da sciogliere e se sia possibile una rivincita del centrosinistra – prima di Marchetti è stato per anni al posto di comando del comune capoluogo del Medio Friuli –, con «un programma che non è fatto unicamente di no», tiene a ribadire Alberto Soramel, che pure ha ammesso: «Ero certo di andare al ballottaggio, ma sinceramente pensavo di ottenere qualche voto in più; ipotizzavo una percentuale sopra il 40% e un po’ meno astensionismo». Ma così non è stato.

Ecco allora la ricetta della mini campagna elettorale ( durata neanche dieci giorni), con tanto di «mea culpa». «Ho ribadito ai miei concittadini i punti principali della mia proposta – promette –, cercando di essere più efficace nella comunicazione di alcuni passaggi che evidentemente non sono passati come dovevano passare; ho ribadito il fatto che la gente deve avere molta più fiducia in me, piuttosto che in un sindaco che non è mai stato presente ed è sempre fuggito non difendendo gli interessi della popolazione».

Soramel è convinto che negli anni di governo Marchetti «Codroipo abbia assistito all’erosione della sua importanza e della posizione di prestigio che aveva sia in Medio Friuli che in regione, isolandosi progressivamente e mancando quelle occasioni essenziali come sono i tavoli di discussione all’Asl, al Cafc, all’interno dello stesso Medio Friuli e nella trattativa sui migranti».

Eccolo, uno dei temi caldi della campagna elettorale: «Se sul territorio abbiamo già 50 richiedenti asilo è grazie a Marchetti, non certo ad altri – afferma senza giri di parole Soramel –. Lui non ne vuole, ma con la sua presenza sono aumentati. Pure io – chiarisce – dico basta così, 50 sono il numero giusto previsto dalle quote. Ma dico anche che questo argomento è stato “il tema” di queste settimane, come se ci si trovasse di fronte ad una invasione di migranti. Così non è, non dobbiamo difenderci da “ipotetiche orde” in arrivo, come invece è stato indicato dal sindaco uscente. Sono 50 e li ha portati lui, oltre questo numero non ci sono altre quote da ricevere», ribadisce.

Soramel assicura che se dovesse entrare in municipio con la fascia tricolore, oltre a ringraziare per il risultato, «la mia prima azione sarà quella di entrare nelle Uti (Unioni territoriali intercomunali, ndr) per tornare ad essere protagonisti nel Medio Friuli. La riforma è a costo zero, non ci sono spese aggiuntive, ed è il volano per dare buoni servizi a costi diminuiti».

Infine, l’invito agli elettori: «Pensate al futuro di Codroipo. Il problema sul quale dibattere non può essere solo quello dei 50 migranti presenti, perché in ballo ci sono i problemi di tutta la popolazione che chiede risposte». In sintesi: «Quale Codroipo vogliamo? Moderna, dinamica, proiettata al futuro, in grado di competere con il mondo? O una Codroipo capace di dire solo no che muore lentamente?».

Insomma, anche se i numeri danno un distacco di 10 punti in percentuale, per il candidato di centro sinistra nulla è perduto a favore del rivale.

Marchetti: “Uti, sanità e migranti, noi abbiamo idee chiare”

E dal canto suo lo stesso Fabio Marchetti afferma che domenica 6 novembre «sarà una partita a sé» (secondo ballottaggio nella storia della cittadina dopo il 1997), perché «di fatto si tratta di un’altra scelta: questa volta tra i due candidati che hanno preso più consensi».

E per ricominciare daccapo punta a ripercorrere la stessa strada, esattamente come fatto fino ad oggi. Ribadendo a gran voce gli stessi concetti.: «Ci sono due modelli completamente diversi di intendere l’Amministrazione comunale e due modelli diversi per quanto riguarda la gestione futura di Codroipo. Noi siamo contrari all’arrivo dei profughi e al Piano di accoglienza, mentre gli altri dicono sì».

Stesso dicasi per la Sanità: «Siamo contro il modello regionale così come voluto dalla Giunta Serracchiani, mentre dall’altra parte lo stanno appoggiando». Le Uti? «Siamo contro, mentre gli altri le appoggiano». Marchetti afferma, dunque, senza giri di parole: «Bastano questi tre punti fondamentali per dire che noi la vogliamo in un modo, culturalmente parlando, e gli altri sono esattamente dalla parte opposta. L’elettore, dunque, è davanti ad una scelta ben chiara, non c’è pericolo di fraintendimenti».

L’invito è, dunque, «quello di andare al voto. E lo rivolgo anche a coloro che non sono andati alle urne al primo turno, ma hanno aspettato di scegliere il proprio sindaco. Io dico: scegliete chi ritenete sia il migliore e vinca la democrazia!».

Monika Pascolo

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