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Serracchiani: "Brexit, prezzo pagato a miopia e inerzia europea"

 “Brexit è il prezzo pagato alla miopia e alla lunga inerzia europea. Non sono più segnali, è l’ultima sirena d’allarme per l’Ue. Poi si torna a Yalta”. Così la presidente del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in un tweet, commenta il risultato del referendum che ha decretato la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea. Mondo economico friulano preoccupato.

Serracchiani: "Brexit, prezzo pagato a miopia e inerzia europea"

 “Brexit è il prezzo pagato alla miopia e alla lunga inerzia europea. Non sono più segnali, è l’ultima sirena d’allarme per l’Ue. Poi si torna a Yalta”. Così la presidente del Friuli-Venezia Giulia e vice segretaria nazionale del Pd, Debora Serracchiani, in un tweet, ha commentato il risultato del referendum che ha decretato la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea. Poi la presidente ha chiarito il suo pensiero: "La Brexit è il caro prezzo pagato a un'inerzia europea durata troppo a lungo di fronte a fenomeni come le migrazioni e i crescenti problemi sociali". Per Serracchiani "non sono più solo segnali, è una fortissima sirena d'allarme che richiama a dare d'urgenza nuovo senso alla Ue perché non sia più un potere lontano dai popoli". "Ciò che accade ai mercati dovrebbe moderare anche quelli che esultano per l'uscita UK e si augurano la fine della Ue. Perciò teniamo i nervi saldi e subito al lavoro: il nostro Paese è solido e - ha concluso Serracchiani - non può permettersi di interrompere la crescita appena avviata".

L'esito del referendum Brexit preoccupa il mondo economico del Friuli Venezia Giulia, regione che nel 2015 ha visto un incremento dell'export verso il Regno Unito del 4,9% rispetto al 2014 e del 12,7% rispetto al 2013. Le importazioni dei prodotti britannici risultano invece contenute a livello regionale, per un totale di 87.221.549 euro. Il comparto manifatturiero rappresenta il 98,6% dei prodotti esportati. I dati, resi noti dalla Camera di commercio pordenonese, evidenziano che nel 2015 la provincia di Pordenone si è attestata al 13/o posto a livello nazionale per saldo dell'interscambio commerciale estero per prodotti delle attività manifatturiere con il Regno Unito con un valore positivo di 340.204.724 euro e al 21/o posto per valore delle esportazioni che ammontano a 360.079.330 euro. Nel contesto regionale le esportazioni rappresentano la quota più significativa costituendo il 53,2% del totale con un valore di 365.035.048 euro, seguita da Udine con il 20,9%, Gorizia con il 16,5% e Trieste con il 9,4%. Numeri importanti e in aumento perché le esportazioni sono cresciute nel 2015 dell'11,4% rispetto al 2014 e di ben il 39,9% sul 2013. La voce relativa alle esportazioni di mobili è la più rilevante, rappresentando ben il 44,4% delle esportazioni verso il Regno Unito della provincia di Pordenone, per un valore complessivo di oltre 162 milioni di euro. E' anche uno dei settori che ha registrato la maggior crescita nell'ultimo biennio: +18,5% rispetto al 2014 e +51,8% rispetto al 2013. Da rilevare che il Pordenonese si attesta al secondo posto nazionale per esportazioni di mobili verso il Regno Unito (con una quota del 17,5%), subito dopo Treviso. La seconda voce di esportazione sono gli apparecchi per uso domestico e i macchinari (91.621.275 euro), ovvero il 25,1% delle esportazioni. Queste voci hanno registrato un netto incremento fra il 2013 e il 2014 con +40% ma si sono stabilizzate nel 2015 (-1,4% rispetto al 2014). Le esportazioni di prodotti agroalimentari rappresentano una quota dell'8,1% del totale - per un controvalore di 29.614.102 euro - e ha registrato una crescita del 12,4% rispetto al 2014 e del 30,8% rispetto al 2013. Altra voce significativa è quella degli articoli in materie plastiche che costituisce il 3% delle esportazioni con un valore di poco più di 11 milioni di euro e una crescita sensibile dal 2013 al 2015 del 58,9%.

"Seguiamo con attenzione l'evolvere degli eventi che, registriamo, sono purtroppo andati nella direzione opposta rispetto a quella auspicata solo qualche settimana fa, proprio qui a Pordenone, dall'ambasciatore del Regno Unito, Christopher Prentice". Questo il commento del presidente della Camera di commercio di Pordenone, Giovanni Pavan, all'indomani dell'esito referendario che ha sancito l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. "L'importanza della partnership commerciale con la Gran Bretagna è fuori discussione - ha aggiunto Pavan - perché questa provincia, ma mi sento di confermare senza tema di smentita, l'intera regione, hanno riscoperto in questi ultimi anni quel mercato. Non posso parimenti dimenticare le parole dell'ambasciatore che, riferendosi al voto di ieri, aveva parlato, a inizio maggio, di decisione più importante di una generazione, aggiungendo che il governo Cameron non aveva preparato nulla nel caso in cui il referendum avesse offerto il verdetto che le urne, questa notte, hanno restituito".

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