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I risultati dei ballottaggi in regione

Svolta a destra a Pordenone e Trieste. Serracchiani: "Sconfitta cui risponderemo con umiltà e impegno"

Ciriani conquista Pordenone e Dipiazza Trieste. A Cordenons il leghista Delle Vedove sorpassa Ghiani del centrosinistra. San Vito al Tagliamento non cambia e conferma Di Bisceglie (Pd). Serracchiani: «È una sconfitta» «alla quale risponderemo con umiltà e impegno». «Abbiamo lavorato molto per fare riforme sicuramente necessarie ma complesse, e ora dobbiamo metterci un uguale impegno per farle conoscere e apprezzare il più largamente possibile».

Svolta a destra a Pordenone e Trieste. Serracchiani: "Sconfitta cui risponderemo con umiltà e impegno"

Non c’è il due senza il tre. Il friulano Roberto Dipiazza (nella foto), alfiere del centrodestra unito, si aggiudica il tris strappando il bis a Roberto Cosolini, l'uscente del Pd. Dipiazza è il nuovo sindaco di Trieste raccogliendo il 52,63% delle preferenze. Il centrodestra conquista anche Pordenone con Alessandro Ciriani (58,81% dei voti), che sconfigge Daniela Giust del centrosinistra. Pordenone, dunque, svolta a destra dopo 15 anni di amministrazioni di centrosinistra, prima con il sindaco Sergio Bolzonello (oggi vicepresidente della Regione) e poi con Claudio Pedrotti, che non ha corso per un secondo mandato.

A San Vito al Tagliamento confermato sindaco Antonio Di Bisceglie, esponente storico del Pd, con il 51,04% dei suffragi contro Tiziano Centis e a Cordenons Andrea Delle Vedove, del centrodestra (a votarlo è stato il 52,68% degli elettori), l'ha spuntata su Giovanni Ghiani del centrosinistra.

Un risultato, difficilmente pronosticabile, che aprirà una riflessione all’interno del principale partito di governo, che, a livello nazionale, ha "perso" Roma e Torino. «L'esito delle amministrative non ci lascia indifferenti – ha affermato al Corriere della Sera Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd e presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia –. Adesso ci aspetta una partita solo in parte sovrapponibile a quella del voto nelle città. Siamo consapevoli di dover giocare contro un fronte del no molto eterogeneo, che va da Brunetta a Salvini, a un pezzo di sinistra e ai Cinquestelle».

Serracchiani si è soffermata, in particolare, anche sul risultato in Friuli-Venezia Giulia: "La sconfitta ai ballottaggi – ha affermato – è un messaggio chiaro che abbiamo recepito e al quale risponderemo con umiltà e impegno". "Bisogna imparare dalle sconfitte. Non basta governare con capacità e onestà - ha continuato Serracchiani -, né avere buoni programmi, occorre riprendere slancio nel rinnovamento, tornare a stare più vicini ai cittadini, in ascolto e in dialogo costante. Ricominciamo dunque dai territori, dalle città, dalle comunità". "Non sono tra quelli per cui la vittoria appartiene a tutti mentre la sconfitta è orfana, e dunque - ha sottolineato - mi assumo la mia parte di responsabilità. Da qui in avanti però, e non da sola, so che ritroveremo la determinazione affinché dalla sconfitta si creino i presupposti per una nuova vittoria". Per la presidente della Regione, "da tutti i risultati, pur nella varietà delle situazioni, emergono indicazioni nazionali che il Pd si farà carico di analizzare nella direzione fissata per venerdì prossimo. Sono sicura che anche in regione svolgeremo un simile indispensabile lavoro". "Abbiamo lavorato molto per fare riforme sicuramente necessarie ma complesse, e ora - ha concluso Serracchiani - dobbiamo metterci un uguale impegno per farle conoscere e apprezzare il più largamente possibile".

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