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Sacile-Gemona, ferrovia turistica da salvaguardare

Ok della commissione trasporti alla Camera all'inserimento della linea ferroviaria friulana tra i tracciati da valorizzare in ottica turistica. Un emendamento della Regione consentirà anche il servizio per i pendolari, visto l'interesse anche industriale delle aree attraversate.

Sacile-Gemona, ferrovia turistica da salvaguardare

Alcuni emendamenti alla proposta di legge nazionale n.1178 che mirano a inserire la linea ferroviaria Sacile-Gemona nell’elenco dei tracciati ferroviari in disuso da salvaguardare e da valorizzare in ottica turistica sono stati illustrati martedì 17 maggio dalla Regione Friuli-Venezia Giulia in sede di Commissione Trasporti della Camera. L’accoglienza è stata positiva e senza obiezioni, al punto che la stessa Commissione ha proposto l’organizzazione di una visita conoscitiva in Friuli-Venezia Giulia entro il mese di giugno.

È stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio Mariagrazia Santoro a inquadrare il tema e a dettagliare le caratteristiche degli emendamenti che, secondo la relatrice della legge, la deputata Romina Mura, «sono assolutamente in linea con il lavoro fatto dalla Commissione».

«Apprezzamento» per l’illustrazione regionale è stato espresso dal presidente della Commissione Michele Pompeo Meta, che ha parlato provvedimento già «in dirittura d’arrivo».

La proposta di legge nazionale 1178 detta «disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee di disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico e archeologico». Il primo emendamento sollecitato dalla Regione prevede l’aggiunta della Sacile-Gemona all’elenco delle sette linee da riattivare e valorizzare: la Palazzolo-Paratico (Lombardia), la Asciano-Monte Antico (Toscana), la ferrovia della Valmorea (Lombardia), la Ceva-Ormea (Piemonte), la Sulmona-Casteldisangro-Carpinone (Abruzzo-Molise), l’Agrigento-Porto Empedocle (Sicilia) e la Fano-Fermignano (Marche).

L’assessore ha spiegato che la Sacile-Gemona, interrotta dall’estate 2012 a seguito di una frana, attraversa nei suoi 75 chilometri un’area estremamente significativa sotto il profilo ambientale per la presenza del Parco naturale delle Dolomiti Friulane, di quello delle Prealpi Giulie, di riserve naturali e aree natura 2000. Inoltre il percorso è limitrofo in molti punti alla Ciclovia Pedemontana, che è a sua volta connessa con la Ciclovia Alpe Adria Radweg. È stato rilevato che, in chiave turistica, la Regione Friuli-Venezia Giulia vanta già il successo del progetto Micotra, il collegamento ferroviario transfrontaliero passeggeri tra Udine e Villaco che fa leva sulla combinazione treno-bici. Altro punto di forza indicato nel corso dell’audizione è l’appoggio pieno dei Comuni toccati dalla linea ferroviaria - 14 in tutto -, che hanno sottoscritto con la Regione un protocollo d’intesa con il quale sono impegnati a indirizzare risorse, anche mettendo a disposizione della linea fabbricati e manufatti. Il progetto regionale prevede, inoltre, il coinvolgimento delle associazioni di volontariato per le attività e le progettualità che insistono sulla linea.

Un altro emendamento proposto dalla Regione stabilisce che le infrastrutture in disuso «possano essere utilizzate anche per l’effettuazione di servizi di linea», configurando così un sistema misto turistico/linea, a vantaggio anche dei pendolari e della domanda non squisitamente turistica. Aspetto, questo, che tiene conto dell’interesse industriale delle aree attraversate.

Il vantaggio sarebbe cospicuo: sulla sola tratta Pinzano-Sacile, il treno è più veloce di 47 minuti rispetto al trasporto pubblico su gomma, con un guadagno di 33 minuti anche nel percorso più breve Maniago-Sacile. Un’altra modifica alla legge, di fondamentale importanza, prevede che siano attribuiti a Rfi (Rete ferroviaria italiana) non solo gli oneri di manutenzione ordinaria ma anche quelli di manutenzione straordinaria e di innovazione tecnologica della linea e che la stessa Rfi assuma la gestione della Sacile-Gemona nel caso di compresenza di servizi turistici e di linea. Infine, si prevede che, «al fine di una più efficace gestione» e non «per risparmiare in termini di risorse umane», possa essere utilizzato personale non dipendente da Rfi o Trenitalia.

Nel contesto della proposta di legge nazionale, la Regione Friuli-Venezia Giulia si è detta pronta a candidarsi a un ruolo pilota sia sulla vocazione mista turistica/linea dei percorsi ferroviari da recuperare sia sul coinvolgimento dei Comuni e delle associazioni anche attraverso incontri pubblici che permettano di ampliare l’attrazione sul segmento ferroviario a vocazione turistica.

Fonte: Comunicato stampa
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