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Curare l’intestino per proteggere il cervello

In Friuli-Venezia Giulia sono oltre 31 mila le persone affette da patologie neurodegenerative, dall’Alzheimer al Parkinson. Numeri in continua crescita, particolarmente forti nella nostra regione a causa dell’invecchiamento della popolazione. Al punto che affrontare tali malattie è “La sfida del terzo millennio”. Questo il titolo del convegno nazionale tenutosi all’Università di Udine giovedì 10 e venerdì 11 aprile, organizzato dalla Clinica neurologica dell’Azienda sanitaria Friuli Centrale (Asufc) e che ha visto la partecipazione di duecento medici specialisti in neurologia, psichiatria, nutrizione clinica, endocrinologia, geriatria, medicina interna, medici di medicina generale, infermieri psicologi e fisioterapisti. Al convegno sono intervenuti docenti provenienti da altre Università italiane, il presidente della Società italiana di Neurologia, Alessandro Padovani e l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi.

Una sfida, quella delle malattie neurodegenerative, che potrà essere affrontata utilizzando più strumenti, tra i quali certamente i nuovi farmaci, anticorpi monoclonali in corso di sperimentazione e che paiono «molto promettenti». Ma accanto ad essi bisogna premere l’acceleratore su diagnosi precoce, prevenzione e stili di vita adeguati, a partire dall’alimentazione e dalla cura dell’intestino, «che contiene l’80% delle nostre cellule immunitarie». Ad affermarlo, facendo un bilancio di quanto emerso dal convegno, è Mariarosaria Valente, docente di Neurologia dell’Ateneo friulano e direttrice della Clinica neurologica e della scuola di specializzazione in Neurologia.

L’intervista alla professoressa Mariarosaria Valente sul numero del settimanale La Vita Cattolica in edicola questa settimana.

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