Il 40% degli anziani assume almeno 4 farmaci al giorno – per arrivare non raramente a 12 –, ma spesso non lo fa correttamente, per dimenticanza o per mancanza di fiducia nel farmaco stesso. E solo un terzo dei medici di base è attento a questo aspetto. A dirlo – citando “Passi d’argento”, il sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di Sanità dedicato alla popolazione anziana over 65 – è Michele Conversano, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Taranto, presidente del comitato scientifico di HappyAgeing, alleanza per l’invecchiamento attivo, e componente del Tavolo tecnico del Ministero della Salute dedicato a benessere, prevenzione della fragilità, promozione della salute e della longevità. Sarà proprio il prof. Conversano a tenere la relazione principale al convegno “Ricordati di stare bene. Aderenza terapeutica e Movimento come pilastri per l’invecchiamento attivo”, in programma venerdì 27 febbraio, nell’auditorium Comunale di Codroipo alle ore 16.30.
Il programma del convegno di Federsanità Anci FVG
Organizzato dal Comune, in collaborazione con Federsanità Anci, HappyAgeing, Anci, Credima, Federfarma (con il patrocinio del Consiglio regionale e il sostegno di Banca 360 FVG), il convegno avrà come focus la campagna “Ricordati di stare bene” promossa da Federsanità e a cui in regione aderisce una decina di Comuni, che ha l’obiettivo di creare un’alleanza tra amministrazioni pubbliche, associazioni, sindacati e altri partner per favorire la corretta assunzione di farmaci (aderenza terapeutica) in chi ha malattie croniche, ma anche promuovere stili di vita sani come il movimento, l’alimentazione equilibrata, le vaccinazioni.
Dopo i saluti del sindaco, Guido Nardini, dei presidenti di Federsanità Anci FVG, Giuseppe Napoli, Anci FVG, Dorino Favot, Federsanità nazionale, Fabrizio d’Alba, e di Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale FVG, alle 16.45 seguirà la relazione di Michele Conversano, presidente del Comitato scientifico di Happy Ageing. Alle 17.15, la tavola rotonda dal titolo “Longevità attiva, aderenza terapeutica e sani stili di vita, tra scelte individuali, politiche delle istituzioni locali e altri protagonisti della Rete per la salute del territorio”, con Paola Bortolotti, assessore comunale di Codroipo, Andrea Iob, responsabile Promozione salute di Asufc, Paola Antonaz, segretaria regionale Federfarma, Stefano Lazzer, docente dell’Università di Udine, Silla Stel, consigliera Omceo, Luciano Bordin, Fnp Cisl. A seguire il dibattito moderato da Siro Carniello (Credima).
L’aderenza terapeutica
«L’aderenza terapeutica – spiega Conversano in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero de La Vita Cattolica – è la collaborazione del paziente nel seguire le indicazioni del medico Purtroppo, molto spesso capita che il pazienti non inizi il trattamento, assuma le dosi in orari sbagliati, non riesca ad approvvigionarsi dei farmaci da utilizzare, interrompendo la terapia. C’è poi il problema delle pluriprescrizioni fatte dai diversi specialisti. Una persona con quattro patologie può arrivare a 12 farmaci. Purtroppo dai dati di “Passi d’argento” risulta che solo un terzo dei medici è attento a che l’assistito assuma correttamente i farmaci».
Per quale motivo?
«Sicuramente, allo stato attuale, con medici che possono avere 1.800 pazienti è molto complicato per loro farlo».
Quali fattori influenzano nel paziente la mancata aderenza alla terapia?
«Fattori sociali, tra cui bassa cultura sanitaria, la complessità della terapia, la motivazione, la poca fiducia nel farmaco, disturbi cognitivi, la difficoltà di avere contatti con i medici di medicina generale, talora la mancata conoscenza della lingua da parte delle badanti».
Quali possono essere le conseguenze dell’assunzione non corretta dei farmaci?
«Quasi il 10% degli eventi cardiovascolari è dovuto alla scarsa aderenza terapeutica».
L’intervista completa al prof. Conversano sul numero de La Vita Cattolica in edicola questa settimana, in cui anche un medico di base, il dottor Arturo Zamò, in servizio da quattro anni a Pasian di Prato, racconta il problema dell’aderenza alle terapie sulla base della sua esperienza sul campo.














