Carenza di personale e tempi d’attesa per esami radiografici sono stati al centro dell’attenzione durante il question time del Consiglio regionale di questa mattina. A sollevare il problema ci ha pensato la Consigliera regionale del Gruppo Patto per l’Autonomia – Civica Fvg Simona Liguori. “Nell’azienda sanitaria di Udine (Asufc) – ha spiegato Liguori – negli ultimi anni hanno dato le dimissioni in 13 professionisti della radiologia. Quindi in servizio sono rimasti davvero in pochi. E’ andata peggio a Pordenone, dove da 25 radiologi si è passati addirittura a 3 e dove l’Asfo per cercare di risolvere il problema non ha trovato di meglio che fare un appalto vinto da un’azienda privata al costo di 25 milioni di euro”. Ma se mancano i radiologi, chi fa gli esami radiografici? “Dai dati denunciati pubblicamente dal sindacato dei radiologi Fassid – ha aggiunto Liguori – se un paziente decide di fare una risonanza magnetica entro 60 giorni, nell’azienda di Udine bisogna aspettare 200 giorni, mentre se si deve fare una mammografia a 60 giorni, l’attesa supera i 600 giorni. Per una Tac all’addome con contrasto, esame con priorità a 10 giorni, a Udine si aspettano 545 giorni. E se si va in altre aziende della regione non si risolve il problema a meno che non si abbiano quattrini da spendere per andare nel privato, oppure si decida di attendere due anni e incrociare le dita”.
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