
Carissima Vita Cattolica,
da oggi hai cent’anni. La tua lunga vita ti ha portato a raccontare tanti fatti, eventi lieti, ma purtroppo anche molte tragedie. Sei entrata in tante case, e lo hai fatto con pazienza, fedeltà e tratto discreto. Rivolgermi a te così, come a una persona cara, è forse il modo più vero per abitare questo anniversario. Perché tu non sei mai stata soltanto un giornale: sei stata una voce familiare, una presenza costante nelle famiglie, nelle parrocchie, nelle comunità del Friuli.
Sei nata come settimanale il 10 gennaio 1926, in tempi tutt’altro che semplici, portando con te l’eredità dei due anni precedenti, quando eri ancora mensile, grazie all’Azione Cattolica e all’intuizione dell’avvocato Giuseppe Brosadola e di alcuni sacerdoti. Fin dall’inizio hai scelto di essere radicata in una terra concreta, per parlare a una comunità fatta di persone reali, offrendo ai tuoi lettori uno strumento per leggere la realtà alla luce del Vangelo, senza confonderti con appartenenze politiche o ideologiche. Certo, talvolta hai tuonato coi i tuoi titoli altisonanti, ma se lo hai fatto è perché quelli erano i tempi per poterlo fare, senza sconti e scorciatoie. E gli argomenti, evidentemente, meritavano di alzare la voce.
Cara Vita Cattolica, sei riuscita ad attraversare la storia. Hai accompagnato il Friuli nei momenti di prova – come il terremoto di cinquant’anni fa e, prima, la seconda guerra mondiale – e in quelli di rinascita: dal boom economico alla ricostruzione post-bellica e post-terremoto. Hai raccontato la vita quotidiana della Chiesa e della società, le trasformazioni culturali, le attese e le inquietudini di generazioni diverse. Hai scelto di condividere il passo del cambiamento, di ascoltare il battito del cuore della terra friulana, un cuore tenace, operoso, solidale. Sfogliando oggi le tue vecchie pagine, colpisce una costante: più che la ricerca dello scoop, hai sempre privilegiato la cura per le parole, per i fatti, per le persone e per la speranza. Sei stata – e vuoi continuare a essere – uno spazio in cui la realtà viene presa sul serio, nella sua complessità. Un luogo in cui i valori del Vangelo non sono un rifugio, ma una chiave di lettura per comprendere più a fondo ciò che accade.
Cara Vita Cattolica, la gratitudine per il cammino percorso si accompagna inevitabilmente a una domanda sul futuro. Mentre l’intelligenza artificiale trasforma il nostro mondo, mentre molte testate giornalistiche arrancano e non poche sono costrette a chiudere, noi abbiamo scelto di investire ancora su di te. In un contesto segnato dalla velocità, dalla polarizzazione e da un’informazione spesso gridata e consumata in fretta, ti stiamo accompagnando a disegnare un modo diverso di leggere la realtà: più costruttivo, più narrativo, più capace di riconoscere i germi di bene presenti nel mondo e nel nostro territorio. Un modo più attento all’approfondimento, per comprendere meglio ciò che viviamo e per intuire insieme dove vogliamo andare. È chiaro che anche tu sei chiamata a cambiare, come tutto ciò che è vivo. La carta resta il tuo cuore, ma i linguaggi si ampliano, le prospettive mediatiche si moltiplicano, le sfide tecnologiche e culturali si fanno più complesse. La posta in gioco, però, resta la stessa di cent’anni fa: formare coscienze libere, offrire uno sguardo affidabile sulla realtà, contribuire a costruire comunità più consapevoli e solidali.
Guardandoti oggi, nel tuo centesimo anno, non posso non pensare a tutte le persone che ti hanno resa ciò che sei stata: lettori fedeli, redattori appassionati, collaboratori generosi, direttori capaci di guidarti in stagioni diverse. A loro dobbiamo molto e a noi spetta il compito di inserirci con rispetto in questa storia, passando il testimone alle generazioni attuali e a quelle che verranno.
Questo centenario, per te, non è un punto di arrivo. È una tappa. Importante, certo, ma pur sempre una tappa. È un invito a continuare a servire questa terra friulana e la sua Chiesa con lo stesso spirito delle origini: umile, libero, radicato nel Vangelo. Se sapremo custodire questa fedeltà, potrai continuare a raccontare il Friuli e la sua gente anche nei decenni che verranno.
Noi faremo di tutto per continuare ad averti tra le nostre mani, nelle nostre case.
Tanti auguri, Vita Cattolica.
Don Daniele Antonello











