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Venezuela, l’esperto: «Declina il modo diplomatico di risolvere le crisi»

A Caracas è successo l’impensabile. Mai prima d’ora, infatti, un cambio di regime – per quanto auspicabile, come nel caso di Nicolas Maduro, in Venezuela – era avvenuto con un attacco chirurgico come quello realizzato degli Stati Uniti il 2 gennaio. Soprattutto, un attacco durante il quale un Capo di Stato viene catturato e portato fuori dal Paese per essere processato.

Un ordine, quello dato da Donald Trump, che ha scavalcato anche l’approvazione del Congresso. Le ripercussioni sul diritto internazionale, già in crisi, sono significative. Tanto che il presidente Usa sta minacciando anche altri Paesi come Cuba, la Colombia, ma pure il Canada e la Danimarca. Ne abbiamo parlato con Diego Abenante, coordinatore dei corsi di studio in «Scienze Internazionali e Diplomatiche» dell’Università di Trieste.

Professor Abenante, è accaduto ciò che sarebbe stato impensabile solo fino a non molto tempo fa. Che ripercussioni avrà l’attacco statunitense al Venezuela sul piano del diritto internazionale?

«L’azione americana non solo ha messo in luce la debolezza del diritto internazionale in questo momento storico, ma va oltre: segna il declino di una serie di convenzioni che, anche al di là della lettera scritta del diritto, aveva in qualche modo accomunato gli Stati a livello internazionale. Mi riferisco al modo di intrattenere le relazioni e di risolvere le crisi. Fin qui, infatti, erano esistiti principi condivisi dalla maggior parte degli Stati che facevano sì che determinate linee rosse non venissero oltrepassate. Certi comportamenti, quindi, non venivano tollerati».

L’azione americana cambia le carte in tavola…

«Sì. E con tutta evidenza è ancor più grave che a perseguire questa politica muscolare sia il Governo di Washington: quello che fa la principale potenza mondiale, infatti, diventa modello».

Dunque, il rischio è che altri Paesi seguano la strada aperta da Trump?

«È ben più di un rischio, anche perché la tendenza a una politica muscolare c’era già».

L’intervista completa con il prof. Diego Abenante, a cura di Anna Piuzzi, è disponibile nell’edizione del 8 gennaio 2026.

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