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Centro di aiuto alla Vita, le volontarie: «Tante donne sole e smarrite, non si può restare indifferenti»

«Quello che vedo negli sguardi di tante donne straniere che incontro al Cav è lo stesso smarrimento che ho provato io al mio arrivo a New York, a 21 anni. Lo capisco dalle loro facce che non comprendono la lingua, che si sentono smarrite e sole, che si stanno chiedendo: ma cosa devo fare?».

Susan Lastra

Susan Lastra è originaria del Perù, ha vissuto 25 anni a New York e da un anno si è trasferita in Friuli per seguire il marito, di origine siciliana, ingegnere civile. Mamma di Isabella, di 6 anni, vive a Udine. Grazie al suggerimento di un’amica, solo un mese dopo il suo arrivo in città ha preso contatto con il Centro di aiuto alla vita e si è messa a disposizione come volontaria. Anche lei appena arrivata non parlava benissimo l’italiano – spiega con un bell’accento spagnolo –, ma al Cav ci sono numerose donne straniere e Susan ha notato subito che agevolarle, usando l’inglese, le aiutava a sentirsi più a loro agio. «So bene che cosa voglia dire imparare una nuova lingua, conoscere una nuova cultura. Non è facile, soprattutto se sei lontano dalla tua famiglia», aggiunge.
Di che cosa ha bisogno una donna, mamma o in gravidanza, che arriva al Cav? «Spesso anche solo di qualcuno che si mette in ascolto – risponde la volontaria –. Se sono triste, mi sento sola e il mio bambino non ha dormito tutta la notte, può essere di aiuto anche sentirmi dire: “Non ti preoccupare, anche mio figlio ha fatto tante notti in bianco”».

«Il Cav è una realtà interessante e bellissima – conclude Susan –, ed è bello vedere anche tante mamme e nonne che vi prestano servizio come volontarie. A me sta insegnando tanto. Come prima cosa, che anche quello che appare un piccolo gesto può in realtà fare la differenza».

Rosanna: Davanti ad un bambino e ad una mamma che ha bisogno non si può restare indifferenti

Rosanna Basaldella

Rosanna Basaldella ha tre figli, cinque nipoti e il cuore che si allarga per far spazio alle tantissime mamme supportate e ai bambini aiutati a nascere e crescere in più di vent’anni di volontariato al Cav. 71 anni, di Cussignacco, è una delle “colonne” del Centro di aiuto alla vita di Udine e nello stare dalla parte della vita mantiene l’energia e l’entusiasmo degli inizi. «Ho cominciato nel 2003, a seguito di una brutta malattia – racconta –, pensando che solo investendo sulla vita sarei riuscita a superare la sofferenza». E così è stato. «Io sono credente e su una cosa non ho dubbi – sottolinea –: la vita è sacra, la vita è balsamo!».

Tra i tanti sguardi incontrati al Cav ci sono quelli di donne che portano sulle spalle storie molto difficili, giovanissime ragazze rimaste incinta e che non sanno dove andare, magari lasciate sole dal papà del bambino, o donne con problemi economici importanti, che si trovano di fronte a sfratti e debiti. In tanti anni di volontariato, Rosanna ha compreso che una chiave per creare relazione è la dolcezza, l’empatia. In molti casi, quello che si deve superare è l’iniziale muro della paura. Infranto quello, si trovano varchi di dialogo, si cercano insieme soluzioni, si fa spazio alla vita.

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