Domenica 25 gennaio saranno dieci anni senza che Giulio sia più al mondo. È difficile anche solo da immaginare il dolore della famiglia Regeni per quel figlio ucciso con ferocia inaudita, proprio mentre si stava affacciando alla vita adulta. Vita che aveva deciso di abitare nella dimensione dell’impegno civile, fino a scegliere l’Egitto per studiare e raccontare il lavoro dei sindacati indipendenti, trovandovi invece la morte. Attorno al dolore dei Regeni si è però addensato e stretto un popolo intero, il “popolo giallo”. Uomini e donne che in questi dieci anni hanno sostenuto e accompagnato, facendola loro, l’instancabile e tenace lotta dei genitori, Paola e Claudio, per ottenere “verità e giustizia”. Domenica 25 gennaio quel popolo – come accade da dieci anni a questa parte – tornerà a incontrarsi a Fiumicello, paese natale di Giulio. E non solo a Fiumicello. Eventi per ricordarlo si terranno infatti in tantissime città. Perfino a Londra, dove gli studenti dell’Università di Cambridge, di cui Regeni era dottorando, hanno promosso una marcia dall’Ambasciata d’Egitto a quella italiana, per ribadire anche lì che la società civile non ha smesso di chiedere giustizia.
Un approfondimento sul tema, si può leggere sulla Vita Cattolica del 21 gennaio 2026
Il documentario
Quest’anno l’appuntamento di Fiumicello avrà poi un momento del tutto speciale. Ci sarà infatti la proiezione – in anteprima nazionale – del documentario di Simone Manetti: «Giulio Regeni. Tutto il male del mondo». La pellicola ricostruisce, grazie al racconto in prima persona della famiglia Regeni, le tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione di Giulio, il cui corpo venne ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. «Confidiamo – hanno spiegato Paola Deffendi e Claudio Regeni – che la diffusione di questo documentario possa fare conoscere la nostra lunga battaglia per ottenere verità e giustizia e possa fare comprendere tutto il male che abbiamo dovuto affrontare e gli ideali che ci hanno animati. Ci auguriamo che la consapevolezza di “tutto il male del mondo” che si è abbattuto su Giulio e su di noi, possa renderne più difficile la sua reiterazione, che pure sappiamo compiersi, spesso nell’impunità, ai danni dei molti Giuli e Giulie del mondo». Accanto alla loro, il film raccoglie anche la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocata che li ha affiancati nel lungo percorso giudiziario che nel 2023, a otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato a processo quattro agenti della National Security egiziana. La sentenza è attesa entro la fine del 2026. Simone Manetti, il regista, ha seguito il processo sin dal suo inizio, nel marzo 2024, filmando tutte le udienze e accompagnando la famiglia Regeni e l’avvocata Ballerini. «Raccontare questa storia è stato, per me – racconta Manetti –, un modo per impedire che il silenzio e l’oblio prendessero il sopravvento. Perché questa storia ha il diritto di resistere e noi abbiamo il dovere di fare in modo che continui a essere ascoltata».
Il documentario, dopo l’anteprima di Fiumicello, arriverà nelle sale cinematografiche il 2, 3 e 4 febbraio, distribuito da Fandango.
Il programma
L’evento nel corso del quale ci sarà la proiezione inizierà alle 14.45 alla pista di pattinaggio di Fiumicello. Alle 19 è invece in programma la partenza della «Camminata dei diritti» da via Carnera fino al piazzale dei Tigli. Qui alle 19.41 – orario esatto dell’ultimo messaggio di Giulio Regeni – ci sarà la fiaccolata silenziosa. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale youtube «Giulio siamo noi». Inoltre, fino al 4 febbraio nella sala espositiva del municipio di Fiumicello è allestita la mostra «10 anni in giallo: un’onda d’urto» che ripercorre i 10 anni con Giulio, attraverso immagini, disegni, oggetti e video.
Anna Piuzzi














