Via libera definitivo della riforma dello statuto del Friuli-Venezia Giulia. Con 110 voti favorevoli, 50 contrari e 3 astensioni l’aula del Senato ha approvato il disegno di legge costituzionale arrivato al quarto e ultimo passaggio parlamentare che, tra le principali novità, ripristina le Province introducendo gli enti di area vasta. In base alle dichiarazioni di voto, tra le opposizioni contrari M5s e Pd, favorevole Avs mentre Italia viva si è astenuta.
La legge – di iniziativa del Consiglio regionale del Fvg – modifica, inoltre, la disciplina del referendum confermativo sulla legge su forma di governo e sistema elettorale regionale e prevede un numero fisso di consiglieri regionali cioè 49.
«Il voto di oggi in Senato non è solo una concreta attuazione dell’autonomia del Friuli-Venezia Giulia, ma è soprattutto la giusta conclusione di un percorso iniziato da tempo e che vede il Parlamento rispondere a una richiesta precisa da parte del territorio – così il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli –: avere la possibilità di dare risposte ai cittadini con istituzioni vicine a loro.
Enti locali di raccordo tra il singolo Comune e le amministrazioni centrali, come le Regioni e lo Stato, sono fondamentali per venire incontro alle esigenze delle nostre realtà su un territorio così variegato come è quello italiano. Ne sono convinto da sempre e ritengo sia la strada giusta, sia per il Friuli-Venezia Giulia, sia in senso generale».
«Mi auguro quindi che quanto realizzato per il Friuli-Venezia Giulia, ovvero l’elezione diretta sia del presidente che del Consiglio provinciale, possa essere lo spunto per far ripartire il percorso della riforma delle Province e il ripristino dell’elezione diretta, nell’interesse di tutti i territori», ha concluso.













