Friuli Collinare

Crisi Snaidero, grande attesa per il tavolo del 30 gennaio

A Majano (e non solo) continua a tenere tutti e tutte col fiato sospeso la situazione di crisi della Snaidero, storico marchio delle cucine made in Italy. Dopo un anno di certo non facile, a dicembre era arrivato l’annuncio della chiusura del reparto verniciatura, programmata per i primi giorni di febbraio, annuncio che era risuonato come un pericoloso campanello d’allarme. Ben 28 i lavoratori e le lavoratrici che – da questa operazione di esternalizzazione del servizio, voluta per tagliare i costi di produzione – ci rimetterebbero il posto di lavoro. Dopo i presidi, un’assemblea pubblica organizzata dalle sigle sindacali in municipio a Majano e un tavolo in Regione il 16 gennaio, il prossimo fondamentale appuntamento per tentare di trovare una soluzione che metta in sicurezza i posti di lavoro è in programma venerdì 30.
Una tappa, quest’ultima, concordata a Trieste in Regione dopo il primo incontro interlocutorio tra gli assessori regionali al Lavoro, Alessia Rosolen, e alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, l’amministratore delegato di Snaidero, Alessandro Trivillin, Green Arrow (fondo italiano d’investimento privato che ha la quota di maggioranza), Confindustria Udine, sette Rsu (rappresentanti sindacali unitari), i segretari confederali di categoria della Cgil, Cisl e Uil. «Nel corso del tavolo – si leggeva infatti nella nota stampa rilasciata dalla Regione – le parti hanno concordato sulla necessità di compiere ulteriori approfondimenti sulla situazione in cui si trova la Snaidero, finalizzati all’individuazione condivisa degli strumenti più idonei per continuare a supportare l’attività dello stabilimento di Majano, al fine di favorire il rilancio dell’azienda». Secondo Rosolen e Bini, «è necessario valutare con attenzione i prossimi passi, con la certezza che la Regione è pronta a utilizzare tutti gli strumenti finanziari e quelli legati alle politiche attive del lavoro per accompagnare l’azienda verso la definizione di un piano industriale che ne assicuri un futuro a una realtà importante del tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia». La Regione punta, infatti, a una strategia di rilancio, ma tra i numeri messi sul tavolo dalla proprietà ci sono proprio i risparmi che potrebbe portare l’esternalizzazione del reparto verniciatura. Ma le sigle sindacali restano ferme sulle loro posizioni: no alla chiusura e no agli esuberi.
«Secondo loro – ha evidenziato Massimo Minen (Feneal Uil) –, l’appalto della verniciatura porterebbe un risparmio di un milione di euro. Ma gli abbiamo contestato che il problema è più generale e in un contesto generale di difficoltà, anche una somma così non muove molto. Il problema non riguarda solo la verniciatura, ma riguarda principalmente le commesse e quindi l’intera forza lavoro, che sta lavorando anche meno di metà settimana». Le preoccupazioni in azienda riguardano tutti i 260 dipendenti. «Da tempo – racconta un lavoratore che preferisce l’anonimato – lavoriamo su orari risicatissimi, è del tutto evidente che le commesse non ci sono. I malumori e l’ansia rispetto al futuro sono all’ordine del giorno per tutti».
I sindacati hanno inoltre evidenziato come il contratto di solidarietà sia in scadenza a inizio febbraio, chiedendo l’estensione per tutti gli addetti lungo tutto il 2026.
I consiglieri regionali Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo (Pd), Massimo Moretuzzo (Patto), Serena Pellegrino (Avs), Furio Honsell (Open sinistra Fvg) rilevano che dall’incontro «pare siano arrivate delle aperture dell’azienda a valutare la possibilità di sospendere la decisione di licenziamenti e a confrontarsi seriamente per un vero rilancio. Le cogliamo positivamente in attesa del prossimo tavolo annunciato per il 30 gennaio».

Anna Piuzzi

Articoli correlati