Cronaca

Due valanghe in Friuli, muore scialpinista. Cinque salvati

Uno scialpinista morto, uno ferito e altri quattro salvi: è il bilancio di due slavine che sono cadute nel primo pomeriggio di ieri a Casera Razzo, in zona Sauris, al confine tra il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto, e l’altra a Sella Nevea. Un bilancio che avrebbe potuto essere ben più tragico, visto che la prima delle due valanghe è stata di notevoli dimensioni, con un fronte di oltre 50 metri e un dislivello di circa 50. A perdere la vita un 29enne, Carlo Notari, vigile del fuoco, originario di Bologna ma che da pochi mesi lavorava a Trieste come pompiere. Un altro scialpinista è rimasto ferito a Sella Nevea.

Come ha riepilogato il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli-Venezia Giulia, il primo allarme per valanga è scattato poco dopo le 14 a Casera Razzo: una telefonata è giunta al Nue112 da una persona che aveva assistito all’evento e notato che una persona era stata travolta.

I soccorsi sono stati immediati, anche perché poco lontano era in corso una esercitazione di squadre del Soccorso Alpino provenienti da Friuli-V.G. e Veneto, proprio con una unità cinofila da valanga. I soccorritori hanno chiamato rinforzi e dunque sono giunti oltre all’elicottero della Protezione Civile, anche quello dei Vigili del Fuoco e dell’elisoccorso regionale. Da terra, invece, sono arrivati anche i militari Guardia di Finanza e, in tutto tre unità cinofile da valanga. Nonostante gli sforzi, in condizioni meteorologiche inclementi, la persona è stata trovata, senza vita, soltanto dopo varie ore di ricerche. Si trovava sotto un metro di neve.

I soccorsi a Sella Nevea

Alla prima telefonata di soccorso è seguita una seconda chiamata per un evento analogo: una valanga a Sella Nevea, a circa 2.000 metri di quota lungo l’itinerario di scialpinismo che conduce da Sella Ursic alla Conca Prevala. La valanga ha travolto una persona che stava facendo una escursione insieme con quattro amici, a quanto sembra tutti di nazionalità slovena, che hanno miracolosamente evitato di essere sepolti. Sono stati proprio i compagni ad estrarre l’amico dalla neve: le sue condizioni non sembrano preoccupanti, è sempre stato cosciente sebbene con molti traumi e in ipotermia. La persona è stata stabilizzata dal secondo elicottero sanitario dell’elisoccorso regionale e trasportata a Sella Nevea dove è stata presa in carico dai sanitari di una ambulanza; poi, di nuovo in elicottero è stata portata all’ospedale di Udine.

Gli incidenti si sono verificati in un contesto di spiccata instabilità del manto nevoso. L’ultimo bollettino della Protezione Civile Regionale aveva previsto per ieri un grado di pericolo 3 (marcato) sopra i 1.400 metri per la presenza di neve fresca e la formazione di lastroni da vento in prossimità di creste e canaloni, oltre a strati fragili persistenti nascosti nei pendii ombreggiati.

Martedì scorso un’altra valanga era caduta proprio a Sella Nevea stravolgendo due scialpinisti croati, uno dei quali era stato trascinato per un centinaio di metri. A salvargli la vita è stato l’airbag, che lo aveva mantenuto in superficie, consentendo al compagno di individuarlo rapidamente e liberarlo.

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