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Smartphone e minori. Laboratorio per genitori al Bearzi

Ansia, depressione, disturbi alimentari, iper connessione alla rete, ritiro sociale. Sono solo alcuni dei comportamenti diffusi tra i giovani, percentualmente rilevanti, assieme a manifestazioni estreme come autolesionismo, tentativi di suicidio, tante volte riusciti, ma anche bullismo e baby gang che si scontrano violentemente tra loro o se la prendono con incolpevoli malcapitati. E sono soprattutto le ragazze ad essere vittime di questi meccanismi.
Ormai gli studi scientifici e i pareri degli esperti concordano sugli effetti negativi che l’uso degli smartphone e la vita sui social inducono nei giovani. E ai primi casi di cause intentate nei tribunali americani contro i social più diffusi, alcune grandi big tech hanno preferito concordare transazioni economiche direttamente con i denuncianti, prima di arrivare a giudizio. Segno che sono ben consapevoli dei danni provocati.
Perciò, una buona parte dei genitori è oggi cosciente della necessità di governare l’utilizzo degli smartphone e le frequentazioni dei social da parte dei figli minorenni. Ma come fare, attraverso quali mezzi, con quale approccio nei confronti dei figli?
A queste ed altre domande è dedicato il quarto appuntamento della serie “Connessi ma consapevoli”, che si terrà sabato 7 febbraio, alle ore 15, all’Istituto Bearzi. Infatti, il titolo dell’incontro pubblico, ad ingresso gratuito, è “Parental control, aiutami tu. Laboratorio per genitori e nonni di ragazzi digitali”, al quale interverrà Giacomo Trevisan dell’Associazione udinese Media educazione comunità (Mec), ente del Terzo settore che ha come finalità dichiarata quella di «accompagnare le persone e le comunità a vivere i media con consapevolezza, per trasformarli in uno spazio d’incontro, libertà e futuro condiviso».
La serie d’incontri “Connessi ma consapevoli” è nata per iniziativa del Sindacato delle famiglie, in collaborazione con il Centro di aggregazione giovanile Il Pellicano, Didattica e innovazione scolastica, il Centro culturale Il Villaggio e con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia.
Flavio Zeni

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