L'editoriale

Radio per informare

Il 1976 fu un anno cruciale per le radio “libere”. Infatti, a luglio, la Corte Costituzionale sancì la liberalizzazione dell’etere, sino ad allora appannaggio della radio pubblica e delle emittenti europee che si ricevevano nella nostra regione, come Radio Capodistria.

Già l’anno precedente, alcune emittenti avevano acceso dei trasmettitori pirata. I nomi dicono poco, oggi come oggi, ma Radio Alfa Nord, Radio Friuli, Radio Effe, Nord Nord Est, nel Friuli Centrale, erano soltanto alcune delle emittenti della zona, che fruivano delle frequenze in Fm, per veicolare per lo più musica. Lo stesso accadde a Gorizia, Trieste e Pordenone. Ricordo che lo appresi alle superiori, in quell’anno bizzarro che fu il 1975, poco prima del disastroso terremoto che funestò le nostre terre. Le radio locali si rivelarono molto utili per veicolare informazioni agli abitanti dei luoghi toccati dal cataclisma. Alcuni, forse, esagerarono nel riportare le cifre del disastro, ma la radio si rivelò un vero collante ideale tra la popolazione. Permise a molte persone di intervenire ad aiutare la popolazione, ma, ancora di più, furono utilissime quelle figure ibride, come CB e radioamatori, che informarono i soccorritori riguardo l’entità del terremoto.

Negli anni, le radio sono diventate più di settanta, in regione, raggiungendo il numero massimo verso la fine degli anni Ottanta, quando la diffusione è letteralmente esplosa. Nomi da fare ce ne sarebbero tantissimi, ogni periodo ha la sua fase gloriosa. Nel 1980, nacque Radio Onde Furlane, che ha compiuto 46 anni all’inizio di febbraio, prima emittente a trasmettere in lingua friulana, per buona parte della programmazione e tuttora esistente. Oggi le radio locali sono rimaste poche: tre con sede a Udine città (Radio Gioconda, Radio Spazio 103 e Radio Onde Furlane) e una a Tolmezzo (Radio Studio Nord), poi un circuito di webradio, neppure tanto sviluppato, rispetto ad altri luoghi (Radio Tausia, in Carnia, su tutte). Onde Furlane e Radio Spazio possiedono un apparato informativo molto efficace: plurilingue, in friulano (prevalente) e italiano, la prima; in italiano, friulano e sloveno, la seconda. Le loro forze sono il radicamento nel territorio e l’informazione puntuale, talvolta curiosa nel ricercare le particolarità, pur essendo due emittenti molto diverse. Alla base del loro lavoro, anche la presenza in più piattaforme, in FM, DAB e streaming, ma anche un seguito da parte dei friulani in giro per il mondo.

La radio è cambiata, come pure la forma, rappresentata anche dallo streaming e dal podcast. Due forme diverse, a livello concettuale, per perpetuare quello che è lo spirito travolgente della radio. La prima è un flusso personalizzabile, di musica e parole, da non confondersi con il podcast, che utilizza il tempo più limitato, per raccontare fatti, opinioni, programmi musicali, dibattiti, utilizzando una sorta di multi-piattaforma, che, spesso, ingloba suoni, immagini e collegamenti tra persone, prima impensabili. È la forma più utilizzata, in continua mutazione, perpetuando lo spirito curioso della radio, ma non più a una dimensione, bensì con piani diversi. Qual’è il ruolo della radio oggi? Informare, più che intrattenere, e Onde Furlane, con Radio Spazio, lo stanno facendo in maniera egregia, pur nelle loro diversità. Sono riflessioni a margine di questo 13 febbraio, giornata mondiale della radio, alla luce anche dei 50 anni dalla mia prima trasmissione radiofonica. Viva la radio!

Mauro Missana

direttore di Radio Onde Furlane

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