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Cp di San Giorgio di Nogaro. La Caritas nel 2025 accanto a 192 famiglie

Sono sempre più numerose le persone bisognose che bussano alla porta della Caritas della Collaborazione pastorale di San Giorgio di Nogaro, trovando nei servizi erogati un aiuto e una risposta alle proprie difficoltà. I nuclei familiari assistiti nel corso del 2025 sono stati 192 e 346 le persone che hanno ricevuto aiuto, con un sensibile aumento rispetto all’anno precedente.

«Il lavoro aumenta – spiega la responsabile del servizio, Bruna Cargnelutti – soprattutto con l’aumento di tante fragilità e di “nuove povertà”, fenomeni in costante evoluzione e caratterizzati non solo dalla mancanza di risorse economiche, ma anche dall’isolamento sociale, dalla precarietà, dall’incapacità di svolgere e di mantenere nel tempo un’attività lavorativa, da instabilità psicologica ed incapacità di gestione delle proprie risorse».

La Caritas si avvale ormai da 15 anni di un gruppo ben strutturato e organizzato di 15 volontari che operano a pieno ritmo e con gran dinamismo per garantire continuità ed efficienza ad un servizio del quale il territorio ormai non può fare a meno.

Il Centro di Ascolto si avvale di una decina di volontari che, a stretto contatto con i Servizi sociali dei Comuni della zona, predispone piani di intervento adeguati ad ogni singola necessità; altri cinque operatori si occupano dell’acquisto, del ritiro e della consegna dei generi alimentari forniti dal Banco Alimentare, da supermercati, Parrocchie, organizzazioni di volontariato. Ogni mese sono 80 i pacchi di alimenti consegnati alle famiglie, mentre due volte la settimana si tiene la distribuzione di alimenti freschi. Inoltre, l’impegno dei volontari si divide tra raccolta, sistemazione e distribuzione degli abiti avuti in dono. Grazie a un fondo di circa 19 mila euro, derivato da donazioni di privati, associazioni benefiche come il Lions Club di Cervignano e l’Inner Will di Palmanova, nel 2025 ci sono stati anche interventi di carattere finanziario, come pagamento bollette di utenze, canoni di locazione, fornitura di farmaci e presidi sanitari.

«Certo i bisogni sono aumentati – commenta Cargnelutti –, ma è aumentata anche la solidarietà e la comunità risponde con grande generosità alle necessità del Centro, che è diventato non solo un importante punto di riferimento per le persone in difficoltà, ma anche un punto di osservazione privilegiato per conoscere e condividere i bisogni concreti della nostra gente».

«Il Centro di Ascolto – è la considerazione del parroco, mons. Iginio Schiff – è costituito da persone che hanno scelto di “dare”: tempo, attenzione e partecipazione alle difficoltà altrui… E ci sono, ovviamente, coloro che “ricevono”. Sarebbe bello che almeno alcuni di loro passassero dall’altra parte, non tanto per donare cose, ma tempo, attenzione e possibilità di partecipare alle difficoltà altrui. Se così non avviene è difficile parlare di carità cristiana, dove tutti sono chiamati, pur in modi diversi, non soltanto a ricevere, ma anche e soprattutto a “dare”! Restiamo in attesa che qualcuno venga e ci dica: “Eccomi, ci sono anch’io”».

Flavio D’Agostini

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