Aggiornamento: 15:25
In una nota pubblicata nella mattinata di giovedì 19 febbraio, l’Arcidiocesi udinese informa che sono in corso alcune indagini in merito a gravi irregolarità nella pregressa gestione economale del Seminario arcivescovile “San Luigi Scrosoppi” di Udine, con distrazione di risorse interne superiori al milione di euro per finalità estranee all’ente.
I fatti si riferiscono a un periodo di tempo antecedente al 2022 e non vedono coinvolto il comparto formativo del Seminario e l’équipe educativa; parimenti, non sono coinvolte le attività e i beni del Seminario interdiocesano di Castellerio.
L’indagine interna è stata avviata dall’allora arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato e proseguita dal suo successore mons. Riccardo Lamba. Tutti gli elementi raccolti sono all’attenzione delle competenti autorità.
«Sono addolorato per la triste vicenda, nutro piena fiducia nello svolgimento delle indagini». Sono le brevi parole dell’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba. «Il Seminario custodisce un patrimonio di fede e storia, oltre che di beni immobili e culturali. Confidiamo che, con l’aiuto del Signore e di tutte le parti coinvolte, le irregolarità possano essere sanate».
«L’ente Seminario continuerà a muoversi sulla via della legalità e della trasparenza» afferma il rettore del Seminario, don Daniele Antonello. «L’indagine che abbiamo avviato con mons. Mazzocato e proseguito con mons. Lamba va proprio nella direzione di garantire correttezza e limpidezza nella gestione di un patrimonio di tutte le comunità cristiane dell’Arcidiocesi».
In merito alla vicenda, a motivo della delicatezza e della cautela dovute al caso e in attesa dell’accertamento delle responsabilità oggettive, al momento l’ente Seminario informa che non rilascerà ulteriori dichiarazioni. Una dichiarazione del legale del Seminario sarà affidata pubblicata a breve su questa pagina.
Il legale del Seminario: «In aprile l’udienza preliminare»
È l’avvocato Bruno Barel, legale del Seminario, a ricostruire la vicenda a Radio Spazio e La Vita Cattolica. «A partire dal 2023, con l’arrivo del nuovo economo del Seminario, l’analisi dei conti ha rivelato una situazione incompleta e difficilmente comprensibile: è emersa una serie di gravi irregolarità ignote a tutti tranne a chi gestiva in autonomia la contabilità della struttura».
«Come legale – prosegue Barel – ho collaborato all’analisi di questi dati e quando abbiamo avuto elementi sufficienti abbiamo ritenuto di segnalare i fatti all’autorità giudiziaria, la quale ha svolto le indagini di sua competenza e ha chiesto l’invio a giudizio di due persone. La richiesta sarà sottoposta al giudice dell’udienza preliminare nell’aprile prossimo».
Entrando nel merito delle indagini, il legale attesta come «Gli elementi analizzati dalla Procura della Repubblica confermano quanto avevamo sospettato, ossia la presenza di spese non giustificate dalle finalità proprie del Seminario. Si tratta di importi molto elevati, superiori al milione e duecentomila euro».
«Purtroppo – prosegue Barel –, tutto questo è accaduto con il probabile supporto di persone estranee ai fatti». Facendo eco alle parole dell’Arcivescovo e del Rettore, l’avvocato Barel esprime anche alcune considerazioni legate allo stato d’animo generato da questa vicenda: «Sono tutti molto addolorati e colpiti, perché a fronte della fiducia che avevano riposto il risultato è stato l’opposto. Tuttavia, queste cose accadono dappertutto, non si possono sempre prevenire: è importante che, quando accadano, siano poi adottate le misure appropriate e doverose a tutela dell’interesse dell’ente».














