«Nell’estate 2020 lavoravo da più di 2 anni in uno studio d’architettura a Milano. Un giorno, dissi al mio capo che lasciavo il lavoro per entrare in convento, scelta – a detta sua – un po’ “vintage”. Dopo avermi chiesto se ero impazzita, arrendendosi alla mia decisione irremovibile mi disse: “Certo che se Dio non esiste, prendi una fregatura pazzesca”».
È la friulana Francesca Favero a raccontare la svolta della sua vita, che l’ha portata quasi 6 anni fa a entrare tra le Missionarie di san Carlo Borromeo a Roma, dove il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, pronuncerà i voti definitivi.
Classe 1988, Francesca è nata a Udine seconda di 6 figli, e alla festa a Roma, oltre a papà Michele e a mamma Elena, parteciperanno 150 tra familiari e amici provenienti dal Friuli-Venezia Giulia, compresi don Carlo Gervasi, don Denis Ekyoci e don Bernard Emmanuel Appiah. Quest’ultimo all’inizio del seminario a Castellerio è stato ospite proprio della famiglia Favero, insieme a don Raymond Darkwah, anche lui ghanese e ora in vacanza proprio nel paese di origine, dispiaciuto di non poter esser a Roma.

Le Missionarie di san Carlo Borromeo sono nate 20 anni fa in Italia e oggi contano due sedi a Roma e altre tre nel mondo: Denver in Colorado, Grenoble in Francia e Nairobi in Kenia, dalle quali le sorelle svolgono tante attività a favore delle parrocchie oppure insegnano nelle scuole, assistendo giovani mamme e famiglie povere.
La testimonianza di Francesca Favero, raccolta da Flavio Zeni, si può leggere sulla Vita Cattolica del 18 marzo 2026














