Giovedì santo, 2 aprile, l’olio del Crisma consacrato dall’Arcivescovo avrà un valore simbolico particolare. Sarà il frutto, infatti, degli ulivi presenti a Capaci, in Sicilia, nel Giardino della Memoria costruito nei pressi del luogo in cui nel 1992 furono uccisi in un attentato mafioso il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Proprio la vedova di quest’ultimo, Tina Martinez Montinaro, ebbe l’intuizione di questa forma di memoria, oggi perpetrata dall’associazione “Quarto Savona 15”; il terreno su cui sorgono gli ulivi, peraltro, è un bene confiscato alla mafia.

Ogni anno l’olio di Capaci viene donato a diverse Diocesi italiane; quest’anno, appunto, il particolare dono della memoria sarà accolto anche a Udine. La consegna è avvenuta lunedì 30 marzo dal questore di Udine, Pasquale Antonio De Lorenzo, nelle mani dell’arcivescovo udinese mons. Riccardo Lamba, che lo consacrerà – appunto – nella Messa crismale del Giovedì santo in Cattedrale.
L’olio di Capaci confluirà nel Crisma, l’olio che, unito a balsamo profumato, sarà utilizzato lungo l’anno per ungere i catecumeni che si preparano al Battesimo e tutti coloro che riceveranno la Cresima.

«L’olio di Capaci è soprattutto un’opportunità per ricordare annualmente le vittime della strage di Capaci e, in generale, di tutte le vittime delle forze di polizia» ha affermato il questore Pasquale Antonio De Lorenzo a margine dell’incontro con l’Arcivescovo. «La consegna avviene appositamente in questo periodo, chiedendo ai Vescovi la cortesia di consacrare quest’olio nei riti antecedenti la Pasqua».
G.L.














