«Ho imparato ad affidarmi, e questo cambia… tutto!». Giorgio Avanzo, 35 anni, udinese, di professione guardia forestale, descrive così ciò che è avvenuto in lui negli ultimi mesi, lungo il cammino che lo sta portando a diventare cristiano.
Giorgio è uno dei tre catecumeni che nella Veglia della notte di Pasqua, il 4 aprile in Cattedrale, riceveranno i sacramenti dell’Iniziazione cristiana. Con lui ci saranno Samuel, trentenne di origine ghanese, e Shokrien Maria, afghana, di 40 anni. Accompagnati dai padrini, i catecumeni riceveranno il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia.
L’emozione, a pochi giorni dal grande giorno, è tanta. «La fede mi ha aiutato ad aprirmi, al mondo e agli altri, e ora sono davvero molto emozionato al pensiero di raggiungere questa tappa importante. Che poi chissà cos’altro mi porterà…».
Cresciuto senza un’educazione cattolica, Giorgio non è stato battezzato e non aveva mai frequentato la chiesa né il catechismo. «Eppure io ho sempre parlato con Dio – racconta –, fin da bambino. Ma l’ho sempre fatto a modo mio e in una dimensione riservata, senza confrontarmi con nessuno». Ad un certo punto, però, il giovane sente di aver bisogno di qualcosa di più – «Avevo una vita piena eppure sentivo un vuoto, un’insoddisfazione. Forse è stato questo a spingermi verso una ricerca» –. Inizia ad interrogarsi, a cercare informazioni. Acquista una Bibbia e, leggendo il Vangelo, gli «scatta qualcosa dentro». Non frequentando nessuna chiesa, scrive due mail a due parrocchie udinesi e da una di esse arriva la risposta. È di don Piero Pietrobelli, sacerdote salesiano della Parrocchia di San Giovanni Bosco (Bearzi) di Udine. «Se vuoi possiamo incontrarci».
Inizia così un percorso che il catecumeno descrive come «bello e fitto di incontri significativi e importanti». A cominciare da quel primo momento con don Piero, che poi lo accompagnerà per tutto il cammino del catecumenato. «Me lo ricordo ancora quell’incontro, nel giardino del Bearzi, il primo di tanti».
Su suggerimento del sacerdote, Giorgio inizia a partecipare agli appuntamenti di catechesi per adulti del gruppo udinese di “Monastero wi-fi” (la rete di preghiera nata su impulso dalla giornalista Costanza Miriano, che unisce persone in tutta Italia) dove conosce Maria Pia Cardinale e Antonello Stella, che nella Veglia pasquale saranno la sua madrina e il suo padrino. «Con loro è nata una bella amicizia – racconta Giorgio – così come tanti altri incontrati in questo percorso», culminato nella decisione di ricevere i sacramenti dell’Iniziazione cristiana. «Da lì mi si è aperto un mondo».
Giorgio racconta di una catechesi molto significativa vissuta con don Massimo Vacchetti, sacerdote romagnolo anima della fondazione di Villa Pallavicini, che a Bologna gestisce il “Villaggio della speranza”, centro residenziale per famiglie in difficoltà economiche. E dopo quella catechesi, insieme ad alcuni altri, ad un pranzo insieme , la proposta di don Massimo di fare un pellegrinaggio a Medjugorje con un gruppo che sarebbe partito di lì a poco da Bologna. Giorgio non se lo fa ripetere due volte e in seguito con i nuovi amici bolognesi va anche in pellegrinaggio a Colle Valenza.
Sono proprio gli incontri, le testimonianze e le esperienze forti vissute a fargli prendere la decisione di chiedere di essere battezzato. «Quest’ultimo periodo «è stato un tempo di maturazione progressiva – racconta – che si unisce all’emozione per l’imminente Battesimo».
Ma più di tutto, ciò che Giorgio sente dentro di sé è «un grande senso di serenità, una sorta di leggerezza. Qualcosa di difficile da descrivere a parole. Dovendo cercarne una, direi: pace», conclude.
Valentina Zanella














