Remanzacco, con gratitudine, rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri. Mercoledì 1° aprile, infatti, la comunità si è radunata davanti alla casa di Giuseppe Missio, nella piazza che porta il suo nome, per un momento silenzioso di ricordo nel centenario della sua morte. Questa è solo la prima di una serie di iniziative – che si snoderanno lungo l’arco di tutto l’anno – organizzate da un comitato costituito in suo onore con il sostegno dell’Amministrazione comunale. A fine aprile, in particolare, è in programma la presentazione di «A testa alta, Giuseppe Missio: cattolico popolare, spirito libero tra le contraddizioni del primo Novecento in Friuli»: la biografia scritta da Stefano Gasti e pubblicata da Olmis editore.
Idealista e viaggiatore
Nato nel 1882 in una Remanzacco poverissima, Giuseppe Missio crebbe in un’epoca di forti contrasti: miseria quotidiana e rapido sviluppo economico-sociale, fine della Belle Époque e ascesa dei totalitarismi dopo la Grande guerra. «Era un idealista, un viaggiatore e un avventuriero – racconta Stefano Gasti –, partito dal mondo contadino friulano, partecipò alle esperienze coloniali in Congo, emigrò negli Stati Uniti durante l’era progressista, per poi tornare in Italia nel 1915 come volontario pur definendo la guerra “un pretesto per uccidere la povera gente”». Ben presto, nell’ottobre del 1917, Missio venne accusato di insubordinazione, tanto da finire in reclusorio militare. Riesce a rientrare a Remanzacco nel 1919 per poi aderire al Partito Popolare e diventare sindaco nel 1920. «Il suo desiderio – continua l’autore – era aiutare i poveri, ricostruire e dare lavoro, ma il programma troppo ambizioso, le resistenze dei potenti del paese e della Prefettura, nonché l’ascesa del fascismo lo fecero fallire. Si dimise infatti nel 1922, subì anche due pestaggi dalle squadracce fasciste». Missio scrisse anche un libro in cui proponeva un’economia del dono ispirata al Vangelo, contro l’usura e in sostituzione della proprietà individuale e della compravendita. Esule in Belgio, venne trovato morto il 1° aprile del 1926, terminò dunque l’esperienza terrena come “magnifico perdente”.
L’esperienza di sindaco
«Ripercorre e riscoprire la sua vicenda è importante – osserva Gasti –, perché Giuseppe Missio fu sindaco in una fase di grande cambiamento, la sua priorità era il sostegno alla popolazione rurale. All’epoca, infatti, il territorio necessitava del ripristino delle attività agricole e degli edifici danneggiati, ma anche del sostegno alle famiglie colpite dal conflitto e di una riorganizzazione dell’Amministrazione Comunale in un momento in cui lo Stato era dissanguato dalle ingenti spese per la guerra. La sua figura rappresenta un esempio del ruolo fondamentale che ebbero i sindaci nel garantire coesione sociale e servizi alla popolazione. Il sindaco era il punto di riferimento per la comunità locale, subiva le pressioni dei suoi concittadini e al contempo sentiva l’insoddisfazione di non poter rispondere alle necessità che gli venivano prospettate. Divulgare il vissuto di personalità come Giuseppe Missio, soprattutto ai giovani, aiuta a comprendere come le grandi vicende abbiano influito e influiscano sulla vita quotidiana delle comunità locali».
Le iniziative
Oltre alla presentazione, a fine aprile, della biografia di Missio, il programma prevede una serata di poesia in giugno, coordinata da Vincenzo Della Mea e intitolata «I poeti, magnifici perdenti», come scriveva il poeta Pierluigi Cappello: «Scrivere versi è preparare con ostinazione e con cura il proprio fallimento, portarne tutto il peso, non un milligrammo di meno». A ottobre sarà la volta di «Mio fratello che guardi il mondo», concerto-spettacolo con il «Freevoices show choir», un percorso musicale che nelle forme più diverse esplorerà il linguaggio che annulla paure e frontiere, mettendo l’accento sui destini comuni dell’umanità.
Due incontri di approfondimento concluderanno il percorso. Il primo a carattere storico che, a partire dall’esperienza di Missio di critica alla guerra – con le conseguenze che ne sono venute –, tratterà il tema della repressione del dissenso in guerra. Il secondo, a partire dalle convinzioni di Missio, porrà al centro la riflessione su economia etica e solidale. Infine, sono in programma una mostra didattica su Giuseppe Missio e una grafic novel. Tra i desideri del comitato c’è inoltre l’affissione di una lapide commemorativa sulla casa dove è nato Missio.
Anna Piuzzi














