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A Buja una mostra racconta 50 anni di storia della “due ruote”

Cinquant’anni di storia della “due ruote” grazie alla mostra “La bicicletta dagli anni 70 ad oggi, tra acciaio, alluminio e carbonio», con la possibilità di ammirare una ventina di mezzi tra i più iconici del ciclismo mondiale. La rassegna – che sarà inaugurata giovedì 21 maggio, alle 18.30, in Municipio – è una delle iniziative promosse dal Comune di Buja in occasione del passaggio del Giro d’Italia sabato 30 maggio, e per l’arrivo della terza tappa del Giro femminile, in programma lunedì 1° giugno. L’iniziativa è nata da un’idea dell’appassionato ciclista bujese Roberto Bortolotti, collezionista di bici, alcune delle quali gentilmente concesse per l’evento.

In esposizione una serie di “due ruote” di pregiati costruttori italiani: da Masi a Colnago, da Pinarello a Scapìn, da Wilier a Faggin, fino a Cinelli e Railz, il costruttore di Povoletto. In mostra anche la “Scapìn” con cui Flavio Milan – padre del campione olimpico Jonathan – vinse il Campionato italiano Allievi nel 1985. Spazio poi alla nostalgia con la replica della “Bianchi” con cui gareggiava il campionissimo Marco Pantani. Accanto al “made in Italy” anche marchi stranieri: la Trek con cui Paolo Savoldelli vinse il Giro d’Italia 2005, il modello della Cannondale Saeco, la “preferita” di Mario Cipollini, la Giant utilizzata da Alessandro De Marchi, “Il Rosso di Buja” nelle gare a cronometro e la Trek in sella alla quale Jonathan Milan ha vinto due tappe e la maglia verde al Tour 2025.

Proprio la famiglia Milan ha collaborato alla realizzazione della mostra insieme ad Alessandro De Marchi, Alessandro Gallici e Luciano Baldassi che ha messo a disposizione una ventina di maglie di campionissimi, anche nostrani, oltre a due bici.

Monika Pascolo

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