La Presidenza della CEI, profondamente vicina alle sofferenze della popolazione venezuelana colpita il 24 giugno da terremoti di vaste proporzioni, ha deciso di indire attraverso Caritas Italiana una Colletta nazionale in tutte le chiese italiane domenica 26 luglio. «È un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in condizioni di grande precarietà. Sarà anche un momento per esprimere, nella preghiera comune, la nostra vicinanza alle persone provate dalla tragedia», sottolinea il card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Il nunzio apostolico: «Molti hanno perso tutto. Guardiamo verso l’alto»
«A un mese dai terremoti la situazione rimane difficile. È stato bello vedere la risposta della gente e della Chiesa, con grandi dimostrazioni di solidarietà e vicinanza». Lo ha affermato il nunzio apostolico in Venezuela, mons. Alberto Ortega Martín, in una dichiarazione rilasciata a Radio Spazio. «Bisogna pregare molto per il Venezuela – ha esortato il diplomatico -: ci sono moltissimi feriti e tanta gente ha perso la casa. È tempo di guardare verso l’alto, verso il cielo».
«Apprezzo – ha concluso – l’arrivo di aiuti internazionali, anche dall’Italia: è una dimostrazione di solidarietà alla nostra difficoltà. Ci uniamo alla preghiera della Chiesa italiana»
La situazione in Venezuela: 68mila dispersi
Attualmente si contano circa 5.300 vittime e 17mila feriti. Drammaticamente alto il numero di persone disperse: mancano all’appello, infatti, circa 68mila persone.
Molte abitazioni risultano distrutte, lesionate o non sicure e a questo si aggiungono i danni a infrastrutture, scuole, strutture sanitarie e servizi essenziali. In diversi territori l’accesso all’acqua potabile, all’igiene, all’alimentazione e alle cure mediche resta difficile. L’emergenza si inserisce in un contesto già segnato da fragilità economiche e sociali, con bisogni umanitari diffusi e una rete di servizi pubblici spesso sotto pressione.

«Per rispondere ai bisogni materiali e spirituali, le offerte vanno convogliate attraverso i canali sicuri già attivati da Caritas Italiana, che è in contatto diretto con Caritas Venezuela per la risposta umanitaria e il coordinamento degli aiuti”, ricorda don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, annunciando che, “nelle prossime settimane, una nostra delegazione si recherà nel Paese per rafforzare tutte le forme di collaborazione già avviate». «La presenza capillare della Chiesa locale – evidenzia Pagniello – consente oggi di raggiungere anche comunità difficili da intercettare, accompagnando le persone con aiuti concreti e con una prossimità che è parte essenziale della risposta».
Gli interventi si concentrano in particolare sulla distribuzione di acqua potabile, beni alimentari, kit igienici, materiali di prima necessità, medicinali, supporto sanitario, psicosociale e spirituale. Particolare attenzione viene riservata agli sfollati, alle famiglie con bambini, agli anziani, a quanti hanno patologie croniche e si trovano in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Nel ricordare che in questa fase è importante evitare iniziative isolate, comprese raccolte di beni materiali in Italia, la Presidenza della CEI invita dunque a partecipare alla Colletta del 26 luglio: quanto raccolto sarà destinato a far fronte alle emergenze presenti e future. E sarà un gesto unitario che esprime l’abbraccio della Chiesa italiana a quella venezuelana.















