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Difficoltà delle Poste, il sindacato: «Poco personale, mezzi non funzionanti e ritardi anche di 45 giorni nel recapito di raccomandate»

«Il servizio è a picco e i cittadini si sentono presi in giro». Non usa giri di parole Michele Lunetta, segretario generale del Sindacato Lavoratori comunicazioni (Slc)-Cgil. Proprio nei giorni scorsi Lunetta si è fatto portavoce di una situazione al collasso: quella che riguarda il Centro distribuzione posta di Cervignano del Friuli. «Un esempio purtroppo comune a tutti gli uffici postali della provincia di Udine, circa 200, sotto organico sia nella fase di recapito che nella sportellistica».

I ritardi nella consegna della posta, più volte denunciati dai cittadini (e dai lettori de “la Vita Cattolica”, ndr.), non sono dunque legati unicamente al periodo estivo e alle ferie del personale?

«Va detto che il livello di occupazione è sempre più basso, manca personale. Il motivo? Accanto a motivi legati all’organizzazione, le persone non hanno più voglia, come in passato, di lavorare alle Poste. I carichi di lavoro sono peggiorati, si opera sotto stress e la retribuzione è bassa. Se nel tempo non avessimo avuto una migrazione permanente dal sud al nord, il livello di occupazione sarebbe ancora più critico di quello attuale. Resta il fatto che l’organico non sufficiente rispetto al fabbisogno ha conseguenze devastanti. Un esempio: ci sono casi in cui le raccomandate vengono consegnate con ritardi fino a 45 giorni e ciò rappresenta un’interruzione del servizio, tanto che Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ndr.), in Veneto, ha già sanzionato Poste Italiane con una multa di 300 mila euro per disservizi analoghi».

La posta non arriva. Disagi in tutto il Friuli. Problemi anche per “La Vita Cattolica”

Non è solo un problema di personale all’osso. Voi avete puntato il dito anche su altro…

«Mancano pure i mezzi e succede che il postino non possa consegnare la posta perché l’azienda non gli mette a disposizione un mezzo funzionante in sicurezza. Non è cosa da poco, perché ciò mette a rischio l’incolumità del lavoratore e pure dei cittadini. È un problema serissimo avere una gestione con mezzi insufficianti, guasti o non sostituiti».

Lunetta, ma come si è giunti ad un’organizzazione che, lo sottolineate anche voi, non ingrana?

«È il risultato di una posizione scellerata di Poste Italiane: si pensa di pianificare tutto da Roma, non sapendo che i modelli organizzativi decisi al centro vanno poi modellati in maniera diversa nelle periferie, come in Friuli-V.G. dove la carenza di personale, come detto, è già significativa…».

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Il cittadino, da parte sua, cosa può fare?

«Il nostro invito è denunciare il disservizio sul sito di Agcom e ciò lo può fare ogni singola persona. Ricordiamo che lo Stato paga le Poste affinché il recapito sia sempre garantito dapperutto, anche nei paesi più piccoli».

Come organizzazione sindacale – ricordando che se i cittadini sono esasperati, i lavoratori sono allo stremo e spesso sono i primi interlocutori a cui si rivolge chi si arrabbia per i disservizi postali – che azioni avete in atto?

«Mercoledì 15 luglio, a livello nazionale, ripartono le trattative con Poste Italiane e speriamo di poter risolvere questi problemi di cui abbiamo ampia casistica, purtroppo in tutte le regioni italiane, non solo in Friuli-Venezia Giulia. Chiederemo subito il ripristino delle unità sottratte negli uffici, mezzi adeguati e funzionanti e un piano serio, reale e verificabile per garantire la funzionalità del servizio».

M.P.

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