Le piogge dei giorni passati hanno rinfrescato l’aria portando un po’ di sollievo in alcune zone del Friuli-Venezia Giulia. L’arrivo di infiltrazioni più fresche e un primo parziale cedimento dell’alta pressione ha favorito, dunque, una lieve flessione termica. Ma l’estate è ancora lunga e potrebbe di nuovo riservare giornate con temperature al di sopra delle medie stagionali, dalla costa fino alle vette di Alpi Carniche e Giulie. La presenza di condizioni meteorologiche estreme – come le ondate di calore che nei giorni scorsi e a giugno hanno messo a dura prova l’intero territorio regionale – può causare danni alla salute, anche gravi. Di caldo si può pure morire perché le alte temperature uccidono non solo in caso di colpo di calore (ipertermia) o disidratazione, ma anche aggravando patologie preesistenti.
Lo ricorda pure il Ministero della Salute che ha attivato il numero di pubblica utilità – nell’ambito della campagna “Proteggiamoci dal caldo”–: basta digitare 1500 sul proprio telefono per ricevere informazioni e consigli per un’estate in sicurezza.
In Friuli-Venezia Giulia, i “Medici per l’Ambiente-Isde”, attraverso il loro presidente Mario Canciani, allergo-pneumologo e pediatra, evidenziano che «le patologie del calore possono colpire chiunque, ma sono più pericolose per anziani, bambini e persone con malattie pregresse».

Mortalità attribuita al calore
In una nota sottolineano che «in 34 Paesi europei, tra il 2010 e il 2022, le temperature elevate sono state associate a 368.183 decessi in più rispetto a quelli attesi, con la mortalità più elevata registrata nel 2022. Il Paese più colpito in valore assoluto è sempre l’Italia: nelle ultime tre estati di cui si hanno dati, da noi si è registrato il maggior numero di vittime, passando dai circa 18.800 decessi del 2022 agli oltre 19 mila nel 2024. Anno in cui 15 dei 32 Paesi valutati in uno studio pubblicato su Nature Medicine hanno registrato il loro massimo storico di mortalità e di tasso di mortalità attribuibili al calore».
Afa, cosa fare e non fare
Ecco allora che è doveroso ricordare alcuni consigli sempre validi – anche se le temperature dovessero scendere di qualche grado – per combattere il caldo estivo.
«È fondamentale bere molta acqua, soprattutto gli anziani – tiene a precisare Canciani –; col passare degli anni, infatti, la sensazione di sete può andar scemando, facendo aumentare il rischio di disidratazione; la quantità media da assumere è di 1,5-2 litri al giorno e sono consigliati anche frullati, macedonie e bevande fresche, meglio non gasate».
Pure quando ci si siede a tavola ci sono delle indicazioni che possono rivelarsi utili. «È importante non esagerare e mangiare cibi sani e leggeri, soprattutto frutta e verdura di stagione». L’accorgimento è preferire cibi non cotti. «Durante la cottura, infatti, perdono vitamine e sali minerali, fondamentali alleati nella battaglia contro il caldo», sottolinea il presidente di Isde.
E per percepire meno le temperature elevate, occhio anche all’abbigliamento. «È preferibile che i vestiti siano di lino o cotone e di colore chiaro».
C’è poi la regola di non uscire di casa quando il sole è a picco. «Il nostro consiglio – aggiunge il dottor Canciani – è rimanere al chiuso dalle 11 alle 18, quando si rilevano valori più elevati di ozono, gas tossico soprattutto per chi soffre di problemi respiratori». E di notte le finestre vanno aperte. «Se per qualche motivo non si può, farlo al mattino presto; se si utilizzano condizionatori va tenuto conto che la temperatura ottimale in casa dovrebbe essere di 25/26°C e che utile risulta pure la funzione “deumidificatore”». Qualche consiglio in più i “Medici per l’Ambiente” lo riservano alle famiglie con bambini piccoli, a ipertesi e cardiopatici e alle persone affette da diabete, categorie per le quali valgono comunque le indicazioni di carattere generale.
Se ci sono bambini piccoli in casa
«I neonati non vanno vestiti con fibre sintetiche ed è consigliabile lasciare ampie superfici cutanee esposte – raccomanda il dottor Canciani –; va evitata l’esposizione diretta ai raggi solari e se si va al mare è necessario applicare sulla pelle prodotti ad altra protezione. In più, bisogna vigilare con maggiore attenzione su neonati e bambini molto piccoli affinché assumano sufficienti quantità di liquidi».
Occhio a ipertesi e cardiopatici
La sezione del Fvg dell’Isde, inoltre, ricorda che il caldo può potenziare l’effetto di molti farmaci per la cura dell’ipertensione e di molte malattie cardiovascolari. «Durante la stagione estiva – è il consiglio – va effettuato più frequentemente il controllo della pressione arteriosa». Il fai da te, in caso di eventuali aggiustamenti della terapia, è vietatissimo. «Va sempre richiesto il parere del proprio medico curante per dosaggio e tipologia di farmaci».
Non va dimenticato poi che i pazienti ipertesi e cardiopatici, soprattutto se anziani, sono particolarmente sensibili agli effetti negativi del caldo e a volte possono manifestare episodi di diminuzione della pressione arteriosa soprattutto nel passare dalla posizione sdraiata alla posizione eretta. Si consiglia, dunque, «di evitare di alzarsi troppo repentinamente dal letto, fermandosi invece in posizioni intermedie, ad esempio stando seduti al bordo del letto per alcuni minuti. E in caso di sintomi legati ad ipotensione come stanchezza, capogiri, sudorazione fredda, sensazione di svenimento, è buona cosa sdraiarsi all’ombra, possibilmente in un posto ventilato, bere liquidi, sollevare le gambe all’altezza del cuore e se non si migliora, chiamare il proprio medico curante».
Diabetici, allarme disidratazione
Anche i diabetici devono porre in atto alcuni accorgimenti aggiuntivi in caso di temperature elevate, aumentando comunque la frequenza dei controlli glicemici. «Uno dei rischi – ricorda Canciani –, anche se in terapia farmacologica, è la disidratazione: bisogna, dunque, assumere più liquidi, evitando bevande zuccherate, succhi di frutta e alcolici. La frutta può essere assunta, ma senza esagerare nelle dosi poiché è ricca di fruttosio, zucchero molto simile al glucosio, che può determinare picchi di glicemia importanti».
Monika Pascolo














