Domenica 27 settembre 2026, alle ore 12, nella chiesa del Sacro Cuore in via Cividale a Udine, l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba presiederà la Santa Messa per le comunità cattoliche delle varie etnie presenti in diocesi, in occasione della 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
La Chiesa cattolica universale dedica da oltre un secolo questa giornata alla riflessione e alla preghiera per la “chiesa in mobilità”: una realtà che nel mondo attuale conta circa 300 milioni di persone costrette o impegnate a migrare a causa di lavoro, guerre, miseria, carestie e discriminazioni. Nella Diocesi di Udine, a partire dal primo dopoguerra, questa ricorrenza è stata a lungo dedicata ai numerosi emigranti friulani e ai sacerdoti che li seguivano in Europa e nelle Americhe. Il terremoto del 1976 ha poi segnato un’inversione di tendenza, rallentando i flussi in uscita fino al 2008, anno in cui è ripresa una forte emigrazione giovanile verso il resto d’Europa.
In parallelo, il territorio ha vissuto l’evoluzione dei flussi in ingresso: Il 1990 ha visto l’arrivo della storica comunità albanese a seguito del crollo del regime comunista. Negli anni successivi, l’immigrazione è diventata strutturale con l’arrivo di comunità polacche, rumene, nigeriane, ghanesi, ivoriane, etiopi, kosovare, armene, brasiliane, filippine, cinesi e, in ultimo ucraine fuggite dalla guerra e peraltro già presenti con numerose badanti. Oggi la città di Udine e la sua periferia convivono quotidianamente con queste famiglie in cammino verso l’integrazione, con una presenza straniera che si attesta all’8% a livello provinciale e al 14% nel capoluogo. Per rispondere a questa realtà, nel 2010 l’allora arcivescovo mons. Mazzocato ha riformato l’ufficio diocesano Migrantes, orientandolo non più solo ai friulani all’estero, ma anche all’accoglienza delle comunità cattoliche immigrate, garantendo loro chiese di riferimento e sacerdoti madrelingua. In un’ottica ecumenica, l’ospitalità è stata estesa anche ai luoghi di culto per le altre confessioni cristiane.
Oggi, l’arcivescovo Lamba ha intensificato questa azione, mettendo in sinergia Migrantes, Caritas diocesana e Ufficio per l’ecumenismo. Le sfide attuali sono complesse: molte comunità storiche si stanno trasformando (anche a causa del trasferimento in Europa di immigrati che hanno ottenuto la cittadinanza italiana), mentre continuano i nuovi arrivi. Al momento la questione non include i richiedenti asilo, ancora distanti da una stabilizzazione definitiva.
Migrantes è oggi alla ricerca di una nuova metodologia di lavoro che coinvolga attivamente i laici. L’obiettivo è creare iniziative diocesane per l’attenzione alle comunità etniche e percorsi parrocchiali o foraniali per far conoscere da vicino il fenomeno migratorio e favorire una reale integrazione. Il territorio non parte da zero: l’accoglienza dei migranti cattolici è già viva grazie a lodevoli iniziative diffuse in moltissime parrocchie. La sfida attuale consiste nel mettere in rete queste esperienze per assicurarne la continuità nel tempo e individuare figure di riferimento capaci di operare anche a livello diocesano.
Domenica prossima mons. Lamba offrirà la sua riflessione sul tema scelto da Papa Leone XIV, che per questa edizione ha voluto accendere i riflettori sui minori e sulle persone più fragili che si mettono in cammino alla ricerca di una vita migliore. L’invito a partecipare è aperto a tutti: ai migranti cattolici, agli operatori, alle persone di buona volontà e a quanti condividono il quotidiano percorso di accoglienza nelle nostre comunità.
Luigi Papais














