Quanto dista la Colombia dal Friuli? Poco, pochissimo. Tanto da creare un ponte di fede e di amore, quello di una famiglia colombiana che vedrà suo figlio seguire Cristo qui, in Friuli appunto. Domenica 4 ottobre quel ponte è stato percorso da don Francisco Garzon Medina, ventinovenne colombiano che è stato ordinato presbitero nella Cattedrale di Udine. Un duomo pieno di amici, con la sua famiglia di origine assiepata in prima fila, quasi a voler consegnare il figlio alla Chiesa di una terra, per loro, lontanissima.

Entra in duomo sorridente e teso, don Francisco. E chi non lo sarebbe? Con lui una miriade di sacerdoti, tra i quali i confratelli e amici delle Parrocchie dove don Francisco ha prestato servizio: Rivignano e San Giorgio di Nogaro su tutte. Accanto a mons. Riccardo Lamba, ecco l’arcivescovo emerito mons. Andrea Bruno Mazzocato: non ha voluto mancare, lui che da Arcivescovo di Udine aveva accolto in seminario quel giovane colombiano giunto in Friuli quasi per caso. Anzi, per Provvidenza, come lo stesso Francisco ama ricordare.

Mons. Lamba: «Segui l’esempio di Cristo e dei tuoi genitori»
«Francisco, Dio vuole la tua collaborazione» ha affermato mons. Riccardo Lamba nell’accorata omelia. «Così come vuole la collaborazione dei tuoi genitori. Tua mamma, come è comprensibile, mi ha detto “è dura accettare questa volontà”. Sia tu che tua sorella, monaca clarissa, avete risposto alla chiamata di Dio. I tuoi genitori stanno collaborando alla volontà di Dio». Quelle dell’Arcivescovo sono parole ricche di riferimenti familiari, a quel “ponte” in cui il dolore del distacco fa rima con l’amore del dono della vita di un figlio.

«Caro Francisco, coltiva sempre in te la consapevolezza che tutto è dono», ha proseguito mons. Lamba. «Tu sei un dono! Un dono per la tua famiglia e per la Chiesa. La tua vocazione è un dono. Vigila sempre sull’insidia della presunzione che fa escludere. La tua intelligenza, la tua sensibilità, la tua libertà siano frutti di te stesso, della coltivazione delle tue abilità. Abbi sempre davanti ai tuoi occhi – ha concluso – l’esempio di Gesù che ha donato tutto se stesso per amore della nostra salvezza. Abbi sempre davanti agli occhi l’esempio di San Francesco. Abbi sempre davanti agli occhi l’esempio dei tuoi genitori».

Don Garzon Medina: «È la festa della Chiesa!»
«Due settimane fa, mentre ero provato da diverse emozioni di fronte al pensiero di ciò che abbiamo appena celebrato, un amico prete mi ha detto: “Francisco, non aver paura. Il ministero è il dono più prezioso che il Signore possa darti. E sai perché è prezioso? Perché è immeritato”». È con grande emozione che il nuovo prete, don Francisco Garzon Medina, ha preso la parola al termine della celebrazione. «Sono parole che riassumono ciò che ora sperimento: la distanza tra l’immenso amore del Signore e la mia pochezza, la mia incostanza. Nonostante questo, il Signore per primo si fida di me».

«Io oggi sono fragile, balbuziente come un bambino appena nato, sto appena realizzando ciò che è successo – ha affermato -. È strano, perché uscendo da qui mi chiamerete “don”, “padre”. Tuttavia, io sono un vostro figlio e voi, oggi, mi avete generato. Oggi posso aprire gli occhi al ministero grazie a chi, in questi anni di gestazione, si è preso cura di me, scommettendo sull’ignoto e si è fidato. Il mio grazie si estende a tutti! È la festa della Chiesa e nella Chiesa ci siamo tutti! Dio vi benedica, grazie di esserci». L’applauso scrosciante ha i toni, commossi, di un ringraziamento al contrario: grazie a te, don Francisco, per aver accolto la chiamata di Dio. E per donare a questo popolo, lontano dalle tue origini ma vicino nella fede, di incontrare ogni giorno il Signore.
G.L.















