“Con il nuovo padiglione 6 compiamo un altro passo decisivo nella riorganizzazione dell’ospedale di Udine. La scelta di concentrare qui, insieme al padiglione 1, una parte importante dell’attività ambulatoriale risponde a una logica moderna di organizzazione dei flussi e a un modello sanitario che deve essere sempre più flessibile, modulare e capace di adattarsi all’evoluzione dei bisogni”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi intervenendo oggi a Udine alla conferenza stampa di presentazione dell’avvio del cantiere per la realizzazione del nuovo padiglione 6 dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, alla presenza del sindaco Alberto Felice De Toni e del direttore generale di Asufc Denis Caporale.
Riccardi, nel suo intervento, ha sottolineato come l’operazione si inserisca in una strategia più ampia di investimenti sulla sanità regionale. “Tra opere completate, attività in corso e interventi programmati – ha ricordato – in questi anni abbiamo messo in campo oltre un miliardo e mezzo di euro. Una parte rilevante di queste risorse deriva direttamente da scelte compiute sul bilancio regionale”.
Secondo l’assessore, uno degli elementi qualificanti del nuovo padiglione è rappresentato proprio dalla capacità di rispondere alle nuove esigenze organizzative della sanità. “La pandemia ci ha insegnato quanto sia necessario poter riconfigurare rapidamente spazi e funzioni. Strutture troppo rigide e verticali non sono più adeguate: servono edifici più leggeri e modulari, che consentano di adattare l’organizzazione alle necessità assistenziali”.
Riccardi ha inoltre evidenziato la complessità di realizzare un’opera all’interno di un ospedale che deve continuare a garantire pienamente la propria attività. “Costruire in un’area già operativa comporta difficoltà molto maggiori rispetto a un intervento in un’area libera. Non è soltanto un tema di sicurezza, ma di organizzazione, continuità dei servizi e gestione dei percorsi”.
Il nuovo padiglione, ha spiegato l’assessore, si inserisce nella ridefinizione complessiva della “città ospedaliera” di Udine, che prevede anche una riorganizzazione dei flussi interni e delle funzioni dell’emergenza. “Il Santa Maria della Misericordia – ha aggiunto Riccardi – rappresenta uno dei grandi pilastri della rete ospedaliera regionale, insieme a Pordenone e Trieste. Stiamo portando avanti un programma d’investimenti molto ampio, che riguarda le strutture ma anche la qualità professionale, la presenza universitaria, le tecnologie e il rapporto sempre più stretto tra ospedale e territorio”.
L’assessore ha infine richiamato la necessità di superare un modello sanitario centrato esclusivamente sull’ospedale. “La risposta ai bisogni non può più partire dall’ospedale e fermarsi lì. Deve svilupparsi attraverso una rete nella quale i servizi territoriali intercettano i bisogni e l’ospedale complesso interviene quando serve con le competenze più elevate”.
“Abbiamo scelto di investire e di decidere – ha concluso Riccardi -. Il nuovo padiglione 6 è una delle testimonianze concrete di questo percorso e del lavoro che tutto il sistema sta portando avanti per costruire una sanità più moderna, più flessibile e più vicina alle esigenze delle persone”.














