Domenica 10 ottobre alle 15.30 nell’aula Strassoldo dell’università di Udine il Centro Studi e Documentazione Scout “Don Ugo De Lucchi” organizza un convegno nazionale dal titolo “1976. Guide e Scout in Friuli – La scelta di Servire”, nel cinquantesimo anniversario del terremoto che tra il maggio e il settembre 1976 ridusse in macerie il Friuli. In quell’occasione lo scoutismo italiano fece una grande buona azione collettiva e migliaia di capi e ragazzi giunsero da tutta Italia nelle terre devastate per portare il loro soccorso e la loro amicizia. A distanza di 50 anni da quei giorni terribili, un incontro ripercorre quella storia con i capi, i rover e le scolte che vorranno ascoltare le testimonianze dell’epoca dalla viva voce di chi c’era, e si è impegnato sul campo, ma anche riflettere e conversare insieme sul tema del “Servire”.
In occasione dell’evento verrà presentato anche il volume “1976 Guide e Scout in Friuli – La scelta di Servire”.
I relatori al convegno saranno Franco Bagnarol e Maria Zanolla, responsabili regionali Agesci Friuli nel 1976, Andrea Zannini, professore ordinario di Storia Moderna all’Università di Udine, Fulvio Toseroni, geografo e specialista in strategie per la riduzione dei disastri, Silvano Barberi, dirigente generale a riposo dei Vigili del fuoco, e altri ancora.
«Nella sola estate del 1976, con uno spirito di solidarietà e di servizio a chi in quel momento si trovava in grave difficoltà – ricorda Franco Bagnarol, che con la moglie Elia Beacco coordinava gli scout dal Centro di smistamento allora ospitato dalla Parrocchia del Carmine, in via Aquileia –, ben 7.500 scout raggiunsero le nostre terre terremotate per offrire il proprio aiuto e sostegno. Con l’anno successivo vennero superate le 9 mila presenze. Un giorno venne a trovarci Giuseppe Zamberletti, il commissario straordinario inviato dal governo per coordinare i soccorsi. “Ma come fate? – ci domandò – Non chiedete nulla, siete autonomi e lavorate…”. Con tutti i problemi che aveva da risolvere, aveva capito che il nostro metodo, nell’emergenza, era di grande efficacia e utilità. Gli scout partivano da tutta Italia portando il necessario per sopravvivere nel Friuli terremotato».
Nel 1976 gli scout facevano ogni tipo di lavoro. Si occupavano delle tendopoli, delle cucine da campo, spostavano i sassi, le macerie. Hanno anche fatto il servizio di collegamento tra tutte le tendopoli disseminate nel territorio, portando un giornale ciclostilato ad Artegna (“In guaite”, state in guardia) che univa tutte le comunità fornendo informazioni e promuovendo il dibattito su come ricostruire e quale modello di Friuli pensare.














