Nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantenario dal terremoto che colpì il Friuli, il Centro Studi e Documentazione Scout “Don Ugo de Lucchi” di Treviso ha organizzato in maniera eccellente un convegno nazionale che si è svolto il 10 ottobre 2026 nell’aula magna “Marzio Strassoldo” dell’Università di Udine. Foltissima la partecipazione degli scout, non più giovani, provenienti da tutta Italia che diedero il loro contributo allora e che volentieri hanno scelto di partecipare, facendo memoria del loro apporto in occasione di tale immane tragedia testimoniandola agli scout di oggi, rappresentati dall’Agesci, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani, dal Cngei, Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani, dagli scout della Federazione degli Scout d’Europa Cattolici e dall’Assoraider, Associazione di Scautismo Raider.
I saluti sono stati porti dal professor Gaetano Zanello, delegato dal Magnifico Rettore, docente di Letteratura friulana e di lingua e linguistica friulana. Ha poi preso la parola il sindaco di Udine, professor Alberto Felice De Toni, che ha sorpreso la maggior parte dell’uditorio ripercorrendo tutto il suo percorso in seno allo scoutismo.

I temi trattati sono stati, nell’ordine: il contesto storico del 1976; il soccorso scout nel medesimo anno; lo scoutismo oggi in Friuli; il legame tra scoutismo e protezione civile. Rispetto a quest’ultimo argomento, pochi sanno che il modo di organizzarsi degli scout per i soccorsi e per la successiva presenza verso il Friuli devastato dal terremoto, costituirono lo spunto per dare vita, negli anni successivi, alla protezione civile. Allora gli scout intervennero da tutta Italia e anche dall’estero, raggiungendo, secondo stime attendibili, la cifra di quasi dodicimila presenze. Un numero considerevole, considerando il fatto che si trattava di volontari che ben avevano inteso però il profondo significato del termine servizio, quell’essere per gli altri che caratterizza da sempre il metodo educativo dello scoutismo. Non è un caso che la disponibilità di allora sia stata racchiusa in un corposo volume dal titolo emblematico: “1976. Guide e Scout in Friuli. La scelta di servire”, opera curata e diffusa dal centro scout trevigiano, ricchissima di riflessioni e testimonianze relative all’intervento degli scout.

Il convegno è stato chiuso da un saluto dell’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, convinto sostenitore dello scoutismo.
Il simposio, di ampio respiro, ha consentito agli scout di uscire dall’ombra nella quale erano stati dimenticati dagli organizzatori dei vari eventi commemorativi. Giova sottolineare però che gli scout amano operare così. Silenziosamente, senza chiasso, ma con mani e cuori operosi.
Lucio G. Costantini














