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Cento anni di campane a Remanzacco

Sabato 3 dicembre una S. Messa nella chiesa parrocchiale

Cento anni di campane a Remanzacco

La comunità di Remanzacco si stringe attorno al suo maestoso campanile – più precisamente, alle campane – per celebrare i cent’anni della loro rifusione. Lo farà nel corso di una Santa Messa celebrata sabato 3 dicembre alle 19 nella chiesa parrocchiale.

Come in moltissimi paesi del Friuli occupato dagli asburgici dopo la disfatta bellica di Caporetto, anche le campane di Remanzacco furono requisite dall’occupante per recuperare il loro metallo, utile a scopi bellici. Così annotava il 23 aprile 1918 l’allora parroco di Remanzacco, mons. Giacomo Dri, sul libro storico parrocchiale: «Oggi è stato l’ultimo mezzogiorno suonato colle campane! Alle ore 1 pom. è venuto un soldato austriaco ad avvisarmi che sono venuti a levare le campane della Chiesa Parrocchiale e di quella di S. Stefano. In un Baleno si sparge la voce per il paese… Molti piangono come per un lutto domestico quando vedono i soldati che stanno lavorando sul campanile per levarle; molti anche scagliavano loro delle… Giaculatorie. Oh! Le nostre magnifiche campane, soprattutto la maggiore che mi strappava le lagrime quando suonava a distesa per la comunione degl’infermi! Oh! Il nostro superbo campanile vuoto quanta pietà c’ispira… Ci sembra un morto… E lo è veramente!… Quando mai lo rivedremo animato dal suono di campane e di tali campane!…»

Mons. Dri non poteva sapere che di lì a pochi mesi la guerra sarebbe terminata. Ma le campane non tornarono fino al 1922, proprio cent’anni fa. Era il 24 maggio – una coincidenza? – quando lo stesso parroco annotò sul libro parrocchiale: «Oggi siamo stati a Udine a prendere alla stazione ferroviaria le tre nuove campane del peso complessivo di Q.li 51,71. La cosa riuscì solennissima. Le campane furono trasportate a Remanzacco su tre carri tirati ciascuno da sei cavalli. La benedizione fu fatta nell’atrio dell’Arcivescovado da Mons. Anastasio Rossi Arcivescovo di Udine alla presenza di gran folla venuta da Remanzacco e della nuova Banda musicale di Orzano che appena terminata la Funzione suonò la marcia (reale) ed accompagnò le campane fino in paese, dove giunsero verso le 4,1/4, attese da tutta la popolazione. Il corteo fu veramente grandioso ed attirò l’ammirazione dei cittadini di Udine per le cui contrade ebbe a passare. Apriva il corteo una squadra di ciclisti, seguiva la banda, poi venivano i carri delle campane coperti di edera e fiori e coi cavalli infiorati, poi parecchi carri portanti la popolazione intervenuta. Furono madrine: per la campana maggiore la sig.a Bianchetti Richard Bianca, per la mezzana la sig.a Perosa – Bidinost Elisa, per la piccola la sig.a Bacchetti – Urzi Laura, le quali qualche tempo dopo fecero insieme l’offerta di L.1.000. Le campane portano i nomi: “Cuor di Maria” la maggiore, “S. Giovanni Battista” la mezzana, “S.Stefano” la piccola. Sono fuse dalla premiata fonderia pontificia Daciano Colbacchini e figli di Padova.»

Solo il 10 settembre di quell’anno, tuttavia, la popolazione poté udire di nuovo lo scampanìo delle tre nuove campane, le stesse che ancora oggi accompagnano la vita della comunità di Remanzacco.

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