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«Europa e Friuli sono società disorientate. I sacerdoti indichino la strada verso Gesù»

Nell'omelia della Santa Messa del Crisma che ha chiuso la Quaresima dando avvio al Triduo pasquale, l'Arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, ha ricordato il rogo che ha distrutto Notre Dame: «Il fuoco inesorabile che la consumava mi richiamava un rogo ben più grave; quello che da tempo sta cancellando  nelle coscienze e nella società l’orientamento a Dio e alla sua gloria».

«Europa e Friuli sono società disorientate. I sacerdoti indichino la strada verso Gesù»

L’Europa e il nostro Friuli sono «società disorientate» con un «ago della bussola impazzito» perché «non indica più il Nord che è il primo comandamenti: “Ama il Signore Dio Tuo con tutto il cuore e l’anima e a lui solo dà gloria”». Così l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia pronunciata stamattina, giovedì 18 aprile, in occasione della Santa Messa del Crisma che ha chiuso la Quaresima, dando avvio al Triduo Pasquale, e che ha visto radunarsi attorno al pastore della Chiesa udinese tutti i sacerdoti e i diaconi del clero diocesano. Durante la liturgia sono stati consacrati gli olii santi che saranno poi utilizzati durante l’anno per la celebrazione dei sacramenti.

«Da questo fondamentale disorientamento – ha proseguito il presule – ne derivano tanti altri che stiamo patendo: su cosa sia la famiglia, sul rispetto della dignità della persona, sulla tutela dei piccoli, sulla sacralità delle vita umana, sulla giustizia sociale ecc. E tante persone neppure si rendono più conto di quanto questo disorientamento abbia pervaso la mentalità comune, per altro non poco influenzata dai subdoli messaggi dei mezzi di comunicazione».

Considerazioni queste – ha spiegato l’Arcivescovo – che gli sono venute alla mente nel guardare le immagini di Notre Dame in fiamme: «Ho avuto l’impressione che questa improvvisa disgrazia toccasse in profondità le coscienze. Si avvertiva  uno sconcerto e una sofferenza collettivi che non nascevano solo dal veder bruciare un grande monumento storico. Era il cuore della Francia e dell’Europa che si risvegliava e risentiva le radici antiche della sua storia e della sua civiltà che si consumavano nel rogo di Notre Dame, straordinaria testimonianza di una fede che era diventata arte e cultura». «Quella mirabile architettura – ha proseguito mons. Mazzocato – era stata costruita per orientare tutto verso il cielo in un silenzioso inno di lode a Dio. Il fuoco inesorabile che la consumava mi richiamava un rogo ben più grave; quello che da tempo sta cancellando  nelle coscienze e nella società l’orientamento a Dio e alla sua gloria. Una foto ha documentato ciò che è apparso agli occhi dei primi pompieri che si sono affacciati alla porta della cattedrale. In fondo nell’abside si era conservata la croce luminosa, l’altare, la statua della Madonna e le reliquie dei martiri. Ha commentato una donna: “È rimasta la concretezza della Presenza, unico fondamento di ogni ripartenza e di ogni ricostruzione”». 

Ecco allora l’importante richiamo: «Partendo dalla croce, dall’altare, da Maria e dalle testimonianze dei nostri Santi, possiamo ritrovare l’orientamento che ci salva. È l’orientamento verso Dio e la sua gloria. Ma per far questo l’Europa e il Friuli hanno bisogno di un popolo di sacerdoti consacrati a Dio che con la vita testimoniano mostrando la strada verso Gesù e, in lui, verso il Padre. Dobbiamo essere noi questi sacerdoti perché abbiamo ricevuto la stessa unzione di Cristo, il suo Spirito Santo che orienta la mente e il cuore al Padre, insegnandoci a gridare: “Abbà, Padre”». E andando col pensiero al cammino diocesano l’Arcivescovo ha aggiunto: «Anche gli sforzi che stiamo profondendo nel progetto diocesano delle Collaborazioni pastorali avranno avuto buon esito se aiuteranno a risvegliare nella nostra diocesi cristiani e comunità con una fede viva, con un animo sacerdotale orientato a Gesù e al Padre con la gioia di cantare al loro Dio “gloria e potenza nei secoli dei secoli”». Infine, rivolgendosi ai sacerdoti ha esortato: «Noi per primi dobbiamo ogni giorno riorientare l’ago della nostra bussola sull’unico riferimento della nostra esistenza e di ogni nostra azione: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, la mente e le forze”».

L’Europa e il nostro Friuli sono «società disorientate» con un «ago della bussola impazzito» perché «non indica più il Nord che è il primo comandamenti: “Ama il Signore Dio Tuo con tutto il cuore e l’anima e a lui solo dà gloria”». Così l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia pronunciata stamattina, giovedì 18 aprile, in occasione della Santa Messa del Crisma che ha chiuso la Quaresima, dando avvio al Triduo Pasquale, e che ha visto radunarsi attorno al pastore della Chiesa udinese tutti i sacerdoti e i diaconi del clero diocesano. Durante la liturgia sono stati consacrati gli olii santi che saranno poi utilizzati durante l’anno per la celebrazione dei sacramenti.

«Da questo fondamentale disorientamento – ha proseguito il presule – ne derivano tanti altri che stiamo patendo: su cosa sia la famiglia, sul rispetto della dignità della persona, sulla tutela dei piccoli, sulla sacralità delle vita umana, sulla giustizia sociale ecc. E tante persone neppure si rendono più conto di quanto questo disorientamento abbia pervaso la mentalità comune, per altro non poco influenzata dai subdoli messaggi dei mezzi di comunicazione».

Considerazioni queste – ha spiegato l’Arcivescovo – che gli sono venute alla mente nel guardare le immagini di Notre Dame in fiamme: «Ho avuto l’impressione che questa improvvisa disgrazia toccasse in profondità le coscienze. Si avvertiva  uno sconcerto e una sofferenza collettivi che non nascevano solo dal veder bruciare un grande monumento storico. Era il cuore della Francia e dell’Europa che si risvegliava e risentiva le radici antiche della sua storia e della sua civiltà che si consumavano nel rogo di Notre Dame, straordinaria testimonianza di una fede che era diventata arte e cultura». «Quella mirabile architettura – ha proseguito mons. Mazzocato – era stata costruita per orientare tutto verso il cielo in un silenzioso inno di lode a Dio. Il fuoco inesorabile che la consumava mi richiamava un rogo ben più grave; quello che da tempo sta cancellando  nelle coscienze e nella società l’orientamento a Dio e alla sua gloria. Una foto ha documentato ciò che è apparso agli occhi dei primi pompieri che si sono affacciati alla porta della cattedrale. In fondo nell’abside si era conservata la croce luminosa, l’altare, la statua della Madonna e le reliquie dei martiri. Ha commentato una donna: “È rimasta la concretezza della Presenza, unico fondamento di ogni ripartenza e di ogni ricostruzione”».

Ecco allora l’importante richiamo: «Partendo dalla croce, dall’altare, da Maria e dalle testimonianze dei nostri Santi, possiamo ritrovare l’orientamento che ci salva. È l’orientamento verso Dio e la sua gloria. Ma per far questo l’Europa e il Friuli hanno bisogno di un popolo di sacerdoti consacrati a Dio che con la vita testimoniano mostrando la strada verso Gesù e, in lui, verso il Padre. Dobbiamo essere noi questi sacerdoti perché abbiamo ricevuto la stessa unzione di Cristo, il suo Spirito Santo che orienta la mente e il cuore al Padre, insegnandoci a gridare: “Abbà, Padre”». E andando col pensiero al cammino diocesano l’Arcivescovo ha aggiunto: «Anche gli sforzi che stiamo profondendo nel progetto diocesano delle Collaborazioni pastorali avranno avuto buon esito se aiuteranno a risvegliare nella nostra diocesi cristiani e comunità con una fede viva, con un animo sacerdotale orientato a Gesù e al Padre con la gioia di cantare al loro Dio “gloria e potenza nei secoli dei secoli”». Infine, rivolgendosi ai sacerdoti ha esortato: «Noi per primi dobbiamo ogni giorno riorientare l’ago della nostra bussola sull’unico riferimento della nostra esistenza e di ogni nostra azione: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, la mente e le forze”».

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