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Forte richiamo dell'Arcivescovo ai friulani: «Se si nega Dio, i rapporti sociali decadono»

«Senza Dio, crescono i muri contro gli uomini»

Inaugurata una moderna e accogliente sala polifunzionale da 160 posti che sarà aperta alle attività dei giovani, del quartiere e della città intera. Mons. Mazzocato: «Questa resti sempre la Casa dell'Immacolata: solo facendo la volontà di Dio le porte rimangono aperte agli esclusi, a coloro che danno fastidio a chi sta bene»

«Senza Dio, crescono i muri contro gli uomini»

«Inauguriamo oggi un’altra parte molto importante e molto bella di questa Comunità voluta da don De Roja, e lo facciamo proprio nella festa della Madonna Immacolata. Penso che, nella comunione dei Santi con don Emilio, oggi possiamo condividere con lui questa particolare devozione per l’Immacolata. Aveva intuito che un’opera di carità vive, e continuerà a vivere, solo se guarda in alto, se guarda a Dio». Questo il messaggio lanciato dall’Arcivescovo di Udine questa mattina, giovedì 8 dicembre, inaugurando a Udine la nuova sala polifunzionale realizzata dalla Fondazione Casa Immacolata nel quartiere popolare di San Domenico. La struttura di Via Chisimaio, che oggi ospita una settantina di giovani minorenni provenienti dai Paesi più martoriati della terra, nella nuova sala polifunzionale promuoverà incontri, spettacoli ed eventi musicali rivolti a tutta la città. I lavori hanno permesso di ricavare un’ampia sala da 160 posti e due più piccole. «Spazi di cui c’è molto bisogno nel quartiere», afferma don Gianni Arduini, presidente di Casa Immacolata. «La sala verrà utilizzata per attività varie e messa a disposizione di tutti», assicura.

Uno spirito di accoglienza che è collegato intimamente all’intiolazione della Casa all’Immacolata? «Rivelatrici – ha spiegato mons. Mazzocato - sono le parole di Maria alla fine della visita dell’Angelo: “Sono la serva del Signore. Avvenga in me la volontà di Dio”. In quel momento Maria resta incinta del Figlio di Dio, Gesù, la strada con cui Dio entra tra gli uomini in Gesù, portando una nuova e buona notizia, il suo Vangelo».

In tal modo Maria risponde a «chi all’inizio della storia dell’umanità aveva tirato su un muro – ha proseguito l’Arcivescovo – ovvero il peccato originale. All’uomo era stato donato tutto, perché siamo creature, nessuno si è pensato e nessuno si è creato con le sue forze. Ma l’uomo, appena ricevuto tutto, ha voluto tirare su un muro: voleva arrangiarsi senza Dio. Ed è cominciata la rovina dell’uomo. Maria Immacolata riapre la strada della speranza. Gesù. Attraverso Maria, porta il suo Vangelo agli uomini. Dove passa Gesù, passa la Misericordia e passano i poveri. Dove si tira su un muro verso Dio, si tira su un muro contro gli uomini, specialmente gli esclusi, coloro che più di tutti creano problemi a chi sta bene. Ecco l’intuizione di Don De Roja: Casa Immacolata, casa dove si tiene aperta la porta al Signore, come Maria. Al Signore, e quindi a chi ha bisogno».

Mons. Mazzocato ha quindi invitato a pregare forte perché «questa casa resti la casa di Maria Immacolata, che guarda in alto, aperta alla volontà di Dio e quindi aperta a chi ha bisogno. Il problema dell’uomo del nostro tempo, come successe ad Adamo, è l’illusione di poter fare da solo, senza più alcun riferimento a Dio, fino a negarne l’esistenza. Il risultato è che creiamo ostacoli per gli uomini, perché il nostro cuore è debole. Solo la forza del Vangelo di Gesù ci fa aprire le porte. In questa festa dell’Immacolata ognuno torni a casa col cuore un po’ più aperto, chiedendosi in che modo può fare la volontà di Dio nella propria vita».

L’appuntamento si è collocato al termine di un anno particolarmente significativo per Casa dell’Immacolata, che in giugno ha festeggiato anche i 30 anni del Club alcolisti (n° 239) e i 50 anni dalla prima messa del presidente, don Gianni Arduini. Come detto, sono una settantina i minori attualmente accolti nella struttura di Via Chisimaio, provengono soprattutto da Kosovo, Albania, Pakistan e Afghanistan, altri dal Bangladesh e dall’Africa. «Recentemente siamo riusciti ad attivare dei corsi per “attrezzare” questi ragazzi alla vita qui da noi – commenta soddisfatto don Gianni –. I giovani hanno seguito lezioni di lingua e percorsi di formazione in falegnameria e saldocarpenteria». Un ritorno alle origini per Casa dell’Immacolata che fin dalla sua fondazione, con don De Roja, ha usato la formazione professionale quale prezioso strumento di riscatto, sociale e morale.

Roberto Pensa e Valentina Zanella

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