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"Si è speso come un chicco di grano donando tutto se stesso"

Celebrati i funerali di don Gino Paolini mancato a 83 anni.

"Si è speso come un chicco di grano donando tutto se stesso"

“Don Gino ha lasciato nelle persone un ricordo bello della sua presenza. Ha lasciato il ricordo della sua sensibilità umana, della sua disponibilità ad accogliere e ad ascoltare, della delicatezza e del rispetto verso la situazione di ogni persona, della saggezza e dell’equilibrio nel consigliare quanti mettevano nelle sue mani i loro problemi”.

Con queste parole l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha ricordato don Gino Paolini nelle esequie che si sono celebrate martedì 11 agosto nel Duomo di Cividale. Don Paolini è mancato venerdì 7 agosto all’Ospedale di Udine dove era ricoverato per l’aggravarsi della malattia che lo aveva colpito da qualche tempo.
Mons. Mazzocato, durante l’omelia, ha detto anche che “don Gino si è speso come un chicco di grano donando tutto se stesso in silenzio, nella discrezione, senza far rumore e attirare su di sé l’attenzione della gente”.

Classe 1937, a lungo parroco in solidum di Sclaunicco, Galleriano e Santa Maria di Sclaunicco (dal 2004), sotto la guida del parroco titolare. Originario di Ipplis di Premariacco, dove era nato il 10 gennaio del 1937, don Gino era stato ordinato sacerdote nel 1963. Cooperatore parrocchiale di Buttrio, il suo primo incarico fino al 1971; quindi, è diventato parroco di Bueriis, guidando questa comunità del comune di Magnano in Riviera fino al 1978. In seguito è stato parroco di Rualis per 10 anni e da dicembre del 1988 fino a luglio del 1991 di San Pietro al Natisone, per poi guidare la comunità di Santa Margherita del Gruagno fino al 1996. Prima di prestare il proprio servizio nelle tre parrocchie che ancora seguiva, malattia permettendo, è stato per quasi 8 anni cappellano all’Ospedale civile di Udine. «Un sacerdote giusto ed equilibrato. Era anche un buon amico: ci siamo conosciuti in Seminario quand’eravamo giovani e abbiamo sempre continuato a frequentarci anche in occasione dei compleanni», ha raccontato a Radio Spazio mons. Giuseppe Faidutti, parroco coordinatore della Collaborazione pastorale di Mortegliano. «Era una persona fine, seria ed equilibrata e con lui perdiamo un pastore, ma anche un amico».

Don Roberto Rinaldo, attuale vicario parrocchiale di Sclaunicco, Galleriano e Santa Maria, ha conosciuto don Gino quando è arrivato in quelle comunità. E l’accoglienza, ha detto a Radio Spazio, è stata molto calorosa. «Mi ha abbracciato e mi ha detto grazie. È un gesto che mi ha commosso». Don Roberto non dimenticherà mai le parole con le quali don Gino aveva allora salutato il suo arrivo. «Mi ha detto “guarda che qui è bello e puoi contare su di me, perché finché potrò ti aiuterò». Ringrazio Dio di averlo conosciuto – ha aggiunto – perché era un uomo buono, pacato, tranquillo. Una persona disponibile, senza pregiudizi, aperta a tutti».

Don Gino viveva a Zugliano dov’era assistito da alcuni parenti.

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