La Vita Cattolica - Settimanale del Friuli
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Pasqua renda i cuori capaci di compassione

Un invito a guarire il proprio cuore immergendosi nella “misericordia di Dio che sgorga dalla Sorgente perenne che è il Sacro Cuore di Gesù crocifisso” e a diventare così "sorgente di misericordia e di compassione verso chi ha bisogno". Ad esprimerlo è l'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato nel messaggio di augurio ai fedeli "di una serena e santa Pasqua".

Pasqua renda i cuori capaci di compassione

Un invito a guarire il proprio cuore immergendosi nella “misericordia di Dio che sgorga dalla Sorgente perenne che è il Sacro Cuore di Gesù crocifisso”. Ad esprimerlo è l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nel messaggio con il quale invia ai fedeli friulani il proprio “augurio di una serena e santa Pasqua”.

L’arcivescovo trae spunto dal messaggio quaresimale in cui Papa Francesco così si esprime: “La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e così lo rende a sua volta capace di misericordia. È un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo”.

“Auguro a me e a tutti voi – afferma mons. Mazzocato - che si rinnovi il miracolo di cui parla il Papa. E’ il miracolo del cuore dell’uomo che può guarire dalle ferite dei suoi peccati e dalle tendenze al male e può trasformarsi in sorgente di misericordia e di compassione verso chi ha bisogno. Questa guarigione non è possibile ottenerla con medicine e sforzi solo umani. Il cuore guarisce e si trasforma quando, con umiltà e sincerità, si immerge dentro la misericordia di Dio che sgorga dalla Sorgente perenne che è il Sacro Cuore di Gesù crocifisso.  Diventa un cuore nuovo che vive con gioia sentimenti di tenerezza, di solidarietà, di accoglienza verso i fratelli meno fortunati”.

“Chiediamo – prosegue l’arcivescovo - per ognuno questo cuore nuovo, guarito e trasformato; capace di compiere azioni concrete di compassione. Tra le più concrete sono le opere di misericordia che il Papa torna a raccomandarci e che anch’io ho commentato nella lettera pastorale “Eterna è la sua misericordia”. Sono alla nostra portata perché tutti possiamo fermarci accanto al nostro prossimo bisognoso e “nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo”. Ci sembrerà – conclude mons. Mazzocato - di fare poca cosa di fronte agli enormi bisogni dell’umanità. Non importa: spargiamo con costanza la nostra piccola goccia di misericordia ricordando sempre la promessa di Gesù: “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Auguro ad ognuno di trovare, al termine dei suoi giorni terreni, vicino a Gesù  tanti amici che intercedono per noi perché a loro abbiamo donato una goccia di misericordia”.

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