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Regione

Addio alle Uti, via libera alla riforma

Enti locali. Ok dall’Aula con 26 voti a favore, 14 contrari e 1 astensione. Stop alle Uti dal primo gennaio 2021. Le Unioni esistenti verranno sciolte o potranno su base volontaria assumere la veste giuridica delle Comunità.

Superare le Unioni territoriali intercomunali (Uti), oggi presenti in Friuli Venezia Giulia, entro dicembre 2020 e favorire la nascita di Comunità, ovvero enti locali a cui i Comuni aderiranno volontariamente per l’esercizio associato di funzioni e servizi. E’ uno degli obiettivi della riforma degli enti locali, promossa dalla Giunta regionale e approvata ieri in serata dal Consiglio del Fvg con 26 voti a favore (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Progetto FVG/Ar), 14 contrari (Pd, Cittadini, Patto per l’Autonomia, Open-Sinistra FVG e M5S) e 1 astensione (SSk).

In Fvg le Province erano state abolite con la legge regionale 26/2014. Al loro posto erano nate 18 Uti, enti locali a cui avevano aderito gran parte dei Comuni della regione.

STOP ALLE UTI DAL PRIMO GENNAIO 2021 – Le Unioni esistenti verranno sciolte o potranno su base volontaria assumere la veste giuridica delle Comunità.

NASCONO LE COMUNITA’ – Dotate di personalità giuridica – ricorda la maggioranza – potranno essere costituite su base volontaria per l’esercizio associato di funzioni e servizi, andando a definire il numero dei Comuni partecipanti, il tipo di funzioni e i servizi da condividere.

VIGE REGOLA ‘UNA TESTA UN VOTO’ – All’interno dell’assemblea dei sindaci delle Comunità; per la costituzione del Comitato esecutivo quale organo delle Comunità, i componenti potranno essere scelti tra amministratori e cittadini.

ADESIONE A COMUNITA’ ‘VINCOLANTE’ PER MONTAGNA – Potrà solo essere modulato il livello dell’intensità della forma collaborativa; limiti imprescindibili saranno l’esercizio comune delle funzioni di tutela del territorio e della sua promozione dello sviluppo sociale, economico e culturale. Nasce all’interno del Consiglio delle autonomie locali (Cal), il Consiglio delle autonomie montane. All’Uti Collinare succederà, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, la Comunità Collinare.

VERSO NASCITA 4 ENTI SUB REGIONALI DI AREA VASTA – Sotto il profilo territoriale, questi ricalcheranno il territorio delle ex Province. Gli enti, gestiti temporaneamente in forma commissariale, erediteranno le funzioni ex provinciali che gravavano sulle Uti di cui facevano parte i Comuni ex capoluogo di Provincia, in particolare quelle relative all’edilizia scolastica di secondo grado. Si tratta di una ”riforma che fa il bene del territorio e dei sindaci, che da questo momento in poi potranno esercitare la loro autonomia davvero e non solo sulla carta”, ha commentato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti.

”Dopo un anno e mezzo – ha detto dopo l’approvazione del provvedimento il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Russo (Pd) – la montagna di promesse del centrodestra ha partorito un topolino. Le garanzie di libertà sono solo un boccone amaro: con le nuove Comunità si umiliano i sindaci, che avranno come unica libertà quella di andare con il cappello in mano dalla Regione per chiedere il permesso di fare qualsiasi cosa”.

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